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Obsolescenza programmata Cos’è? Come difendersi?

Autore: Luca Ricciardi | Pubblicato Novembre 2015 in Attualità

Hai l’impressione che i prodotti acquistati durano sempre meno rispetto al passato? Beh, la tua non è una semplice impressione, ma la triste realtà. Visto che il nostro sistema economico ha bisogno di stimolare il consumo di prodotti, quando non è possibile invogliare la sostituzione del bene, tramite le mode, la pubblicità o le strategie di marketing, si ricorre al piano B: si fa in modo che il prodotto si rompa il prima possibile, ma pur sempre dopo il periodo di garanzia.

I primi ad usare questa strategia negli anni ‘20 furono il Cartello Phoebus, la lobby dei principali produttori di lampadine ad incandescenza (General Electric Company, Tungram, Compagnie di Lampes OSRAM e Philips) che “ridussero” la vita dei loro prodotti a circa 1000 ore di funzionamento.
Questa politica aziendale è usata anche nei nostri giorni. Uno dei casi più eclatanti fu quello della Apple che nel 2003 fu accusata di vendere iPod con una batteria progettata per durare pochi mesi. Il processo terminò (ovviamente) con un accordo tra le parti.

Come si ci può difendere dal obsolescenza programmata?
Si dovrà cambiare innanzitutto il proprio modo di concepire la vita, rifiutando il paradigma “compra, consuma e crepa” che tende allo stile di vita dell’usa e getta, inoltre sarebbe preferibile di tornare all’ingegno e alla manualità. Per esempio: se una cosa si rompe o smette di funzionare perché non impegnarsi a trovare una soluzione, a riparare le cose, invece di buttarle? Provare non costa nulla. Al massimo si avrà un’esperienza tragicomica da raccontare