Giovedì 21 Gennaio 2021, 16:29

Notte nera, in libreria il capolavoro di Giuseppe Petrarca

Autore: a cura del dott. Carlo Alfaro | Pubblicato Settembre 2020 in Attualità

E’ arrivato al traguardo del quarto romanzo il napoletano Giuseppe Petrarca: il 21 maggio 2020 è uscito in libreria e sui siti online “Notte Nera”, pubblicato da Homo Scrivens per la collana Dieci. Il libro è stato già protagonista di presentazioni di forte impatto e significative recensioni.
I LIBRI PRECEDENTI - Petrarca ha pubblicato precedentemente: “Inchiostro rosso. La prima indagine del commissario Lombardo” (ripubblicato nella nuova edizione da Homo Scrivens, 2018), incentrato sulle spietate logiche di lucro e potere delle lobby delle multinazionali farmaceutiche; “Corpi senza storia. Un’indagine del commissario Lombardo” (Homo Scrivens, 2016), sulla drammatica realtà degli O.P.G. (ospedali psichiatrici giudiziari) nei quali gli internati, ridotti a meri corpi senza più dignità, sono subordinati al volere di potentati avidi e disumani; “L’avvoltoio” (Homo Scrivens 2018), che affronta i temi di immigrazione, traffico di organi, criminalità che corrompe anche le alte sfere del potere e della medicina, adombrando lo spettro della pandemia da un virus misterioso, con impressionanti similitudini e conformità con quanto è poi accaduto col Covid-19. Una piacevole particolarità dell’autore è che in ogni nuovo libro si riaffacciano, assieme al protagonista Cosimo Lombardi e alla sua compagna, anche personaggi divenuti cari agli affezionati lettori nelle opere precedenti, in questo caso, ad esempio, tornano il giovane disabile Davide Silli di Inchiostro Rosso e l’illustre professor Dino Savona di Corpi senza storia.
PREMI - Giuseppe Petrarca ha al suo attivo con i precedenti romanzi e racconti numerosissimi premi, tra cui i prestigiosi Spoleto Art Festival, Garfagnana in Giallo, Milano International, Campania Felix, Emily Dickinson, Comunicare l’Europa, Speciale Megaris e molti altri.
IL TITOLO - Il titolo del nuovo capitolo della serie fa riferimento al fatto che i delitti della vicenda si svolgono ammantati dall’oscurità della notte e della ragione, ma può essere letto anche, alla luce delle osservazioni filosofiche e sociologiche inserite nel testo, come una metafora del periodo buio che sta attualmente avvolgendo e travolgendo l’umanità, di cui il Covid-19 ha messo in luce l’estrema gravità, a dispetto di un progresso effimero quanto caduco.
IL GENERE DI PETRARCA - Tutti i romanzi di Petrarca hanno in comune il protagonista, il Commissario Cosimo Lombardo, la natura di “medical thriller”, una tradizione di noir a tematica sanitaria molto coltivata all’estero con maestri riconosciuti dallo stesso autore come gli statunitensi Robin Cook e Jeffery Deaver e il tedesco Sebastian Fitzeki, e la scelta di usare la trama e il giallo come sfondo e pretesto su cui innestare problemi e riflessioni di forte impatto sociale e civile, evidenziando piaghe, mali, ingiustizie, sofferenze e condizioni di vita precarie delle classi più svantaggiate, guardate dalla loro prospettiva, aspetto che li fa assurgere alla dignità di “nuovo romanzo sociale”, di natura profondamente etica e con spirito di denuncia nei confronti dell’azione invasiva e irriguardosa dell’uomo sulla Natura e sui suoi simili. Tutto ciò fa di lui un “giallista” assolutamente peculiare e fuori dagli schemi nel panorama del genere poliziesco e noir: nei suoi testi il giallo fa da spunto per dare voce a temi scomodi e laceranti del vivere civile e per approfondire i risvolti psicologici più reconditi e scabrosi dell’animo umano al di là dell’apparenza insospettabile. I critici hanno accostato l’opera di Petrarca a Sciascia per la valenza sociale e a Pirandello per lo smascheramento dei mille volti di ciò che non è mai come appare.
PERCHÈ SCRIVE - Per Petrarca scrivere non è solo osservare, fantasticare, immaginare, inventare, raccontare, benché lo faccia con capacità tecniche di rara maestria: Giuseppe, attraverso una narrazione di estrema tensione emotiva, monitora, fa riflettere, agita emozioni profonde, sollecita a un cambiamento, scardina convinzioni, strappa veli nell’immaginario quotidiano, porge interrogativi che interpellano la coscienza individuale e collettiva. Petrarca scrive per suscitare una riflessione di ampio raggio su quella che definisce “una società dolente: una società che ha perso la voglia di sperare e di amare, una società che fa della paura il male principale, che toglie ogni respiro, toglie il futuro a ognuno di noi”. La forza poietica e catartica della scrittura diventa allora per lui strumento di denuncia e speranza di riscatto: “Scrivere - dice ancora Giuseppe - ci rende liberi. E’ una necessità dell’anima; un processo difficile, tormentato e dolente. La scrittura può avere un ruolo dirompente, rivoluzionario. Mettersi a nudo davanti agli altri per comunicare le proprie idee, per parlare agli altri con passione e per tentare una riflessione comune. Scrivere ti attraversa la vita e te la cambia. Scrivo per passione, per parlare di argomenti scomodi, per non dimenticare, per non cedere alla cupa rassegnazione. Scrivo con onestà e autenticità, cercando una riflessione comune sui temi che affliggono i nostri tempi. Scrivo a dispetto di un mondo editoriale inquinato dalla vendita di libri mediocri di scrittori più o meno affermati. Propongo una scrittura mai ruffiana nè furba, che non cerca a tutti i costi il consenso del lettore. Una scrittura pronta ad affrontare temi scabrosi del nostro vivere. Scrivo per entrare in quel mistero che è l’uomo, con le sue mille contraddizioni, per scendere nei meandri dell’animo umano, per indagare sull’enigma dell’esistenza e della morte, sulle manovre di un mondo perverso e dolente che ha perso la voglia di combattere e il coraggio di affrontare la battaglia. Scrivo per sentirmi libero, libero di raccontare la realtà e il sogno racchiuso nel palmo delle mani, sempre senza avere paura di nessuno”.
LA TRAMA - La nuova indagine del Commissario Lombardo è ambientata a Milano. All’ultima pagina de “L’avvoltoio”, gravemente ferito in seguito a un feroce conflitto a fuoco con i malviventi, era ridotto in coma, in lotta tra la vita e la morte. All’inizio di “Notte nera”, giace in un letto d’ospedale dove sta lentamente uscendo dal coma e iniziando la convalescenza, e proprio in questo ospedale si trova costretto ad affrontare un nuovo, drammatico caso di omicidi in corsia. Carla, la fedele compagna, trascorre giorno e notte al suo capezzale, quando una notte scopre una sagoma sinistra allontanarsi da una camera dove poco dopo un paziente reduce da un importante intervento cardiochirurgico muore inaspettatamente. L’evento è in realtà solo l’ultimo di una catena di omicidi mascherati da improvvisi decessi naturali. Stavolta l’indagine coinvolge strettamente da vicino Cosimo in quanto Carla, involontaria testimone, diventa a sua volta vittima prescelta del killer spietato.
LO STILE NARRATIVO - Anche con questo ultimo lavoro Giuseppe Petrarca confeziona con innegabile talento narrativo e incisiva capacità immaginativa un thriller pieno di suspence dal ritmo serrato, senza mai rinunciare a una scrittura di perfetta eleganza stilistica e traboccante di poesia.
IL COMMISSARIO - Il grande successo dei libri di Petrarca si deve anche alla indovinata figura del Commissario siciliano Cosimo Lombardo, con la sua profonda sensibilità e tormentata umanità. Lombardo è un uomo buono, che crede nella giustizia e persegue la verità, a qualsiasi costo, riuscendoci grazie alla vivace intelligenza, allo spirito acuto e alla determinazione incrollabile. Ma Lombardo è anche un anti-eroe, sopraffatto dalle sue imperfezioni, debolezze, incertezze e crisi di coscienza, il che ne accresce verità e simpatia. In quest’ultima puntata della saga, il personaggio è in un momento complicato della sua esistenza, sia sotto il profilo psicologico che professionale, ancora più dilaniato da dubbi di coscienza e dilemmi etici che lo mettono di fronte a decisioni sofferte, ed è anche proiettato in una dimensione più intima, umana e personale con l’amata compagna. Spiega l’autore: “Lui non è la classica persona di legge che si gloria dell’operazione poliziesca eseguita con successo. Lui è un uomo innanzitutto, che sa prendere a cuore i casi che affronta. E’ l’essere umano nella sua completezza di dimensione etica”. Il personaggio è diventato via via, da strumento letterario funzionale alla narrazione dei drammi sociali che racconta con la tecnica narrativa del noir - confessa Petrarca - alter ego dello scrittore: “Durante la scrittura, personaggi e vicende prendono pieghe impreviste, scoprono strade diverse e misteriose. Chi scrive attinge da mondi lontani, arcaici e sconosciuti che prendono vita man mano che l’immaginazione consente di accedervi. Nella figura del commissario Lombardo ho attinto ad aspetti della mia personalità che lui stesso mi ha svelato completamente. Con lui ho in comune la sete di verità che va conquistata a qualsiasi costo. Sento vicino Cosimo anche per la sua innata predisposizione verso le fasce sociale più deboli e indifese. Non ultimo anche le sue tumultuose vicende umane hanno diverse analogie con le mie esperienze di vita”. Tra l’autore e il personaggio si è creata così, in questo caso come capita sovente, una strana alchimia: il personaggio nato dalla fantasia dello scrittore finisce per assumere una propria individualità e coerenza che lo portano “a scriversi da solo”, guidando lui stesso l’autore.
LE FIGURE FEMMINILI, CARLA E VERONICA - La novità di questo romanzo è la felice scelta della centralità delle figure femminili, Carla e Veronica. In genere, per uno scrittore è più naturale rendere protagonisti i personaggi del suo stesso sesso. Riuscire a immaginare pensieri, ragioni e comportamenti coerenti e credibili di un personaggio di sesso opposto può essere rischioso, ma Giuseppe è riuscito con leggerezza e sensibilità a cogliere forza, dignità, coraggio, intuitività, sensibilità, determinazione e dedizione all’amore delle donne protagoniste. Carla, la compagna di Lombardo, è una donna innamorata, fedele, devota, ma anche autonoma, concreta, decisa; è il prototipo della donna moderna, che non rinuncia a nessun aspetto della sua femminilità, puntando a realizzarsi nei suoi affetti come nei propri talenti e aspirazioni. Chiarisce l’autore: “Carla è il baluardo della rinascita del commissario, la sua forza nei momenti difficili, il suo scudo protettivo e il suo stimolo ad andare avanti. Per lei è in fieri un progetto meraviglioso: l’adozione di un bimbo da strappare allo squallore di un orfanotrofio. Ho inserito questo tema a me caro (fulcro centrale del mio racconto Il coraggio di Nikolay) per squarciare il velo sugli orrori degli orfanotrofi e, al contempo, dichiarare come atto di coraggio e di amore profondo la scelta di adottare un figlio. Sarà una gravidanza dell’anima che Carla vorrà affrontare insieme a Cosimo nel prossimo romanzo che li vedrà protagonisti”. Veronica, l’infermiera siciliana dell’ospedale dove Cosimo è ricoverato e dove si verificano le morti sospette, rappresenta invece una figura femminile ancora succube di un sistema “maschilista” che tende ad annientarla e metterne in ginocchio la dignità, ma saranno la sua onestà e pulizia interiore, intatte nonostante il marcio che l’ha sovrastata, a salvarla a dispetto della sua fragilità. In Lombardo trova un angelo che attraverso l’onestà di un sincero rapporto di amicizia le fornisce la forza di combattere la corruzione dell’anima che la circonda.
I TEMI - Tanti gli spinosi temi sociali che emergono da questa storia dai contorni attualissimi: dall’eutanasia alla violenza sulle donne, dalla differenza tra giudizio umano e divino a cosa conta sul serio nella vita all’eterna lotta tra il bene e il male.
EUTANASIA - Petrarca affronta con sapienza e delicatezza il tema del rapporto tra il fine vita e la scienza. Nell’ospedale in cui si ambienta la vicenda, i degenti sono pazienti in coma e malati terminali. La vicenda fa emergere il drammatico interrogativo sul limite entro il quale un individuo privo di coscienza, memoria e “condizione umana” può continuare a considerarsi una persona da curare. Qual è il punto a cui è giusto sospendere le cure, quando è che diventano inutile accanimento? L’eutanasia preserva realmente la dignità della persona? E’ vero o meno che la malattia e la sofferenza la intaccano e depauperano? Il testo tende a ribaltare il concetto di “malattia”, non come colpa, peso e motivo di emarginazione, ma, al contrario, stimolo a far riscoprire, negli altri, doti di umanità, solidarietà, empatia. Ovviamente, un romanzo racconta una storia, agita le emozioni, ma non può fornire soluzioni. Quelle, restano nella coscienza del lettore. VIOLENZA DI GENERE - Un altro tema scottante che affiora dalle pagine di Notte nera è la violenza sulle donne, di cui Veronica è vittima sia nelle mura domestiche che sul luogo di lavoro. Un problema di cui non si parla mai abbastanza, dato che a tutt’oggi sono molte le vittime di violenza di genere che, come Veronica, non hanno il coraggio di denunciare il loro persecutore. Ben venga un thriller, se ricorda a tutte coloro che subiscono violenza di tipo fisico, psicologico, economico o sessuale che non sono sole e devono avere il coraggio di aprirsi per farsi aiutare a cambiare il loro destino apparentemente segnato.
GIUDIZIO UMANO E DIVINO - Molto toccante è il discorso che viene fuori alla fine del romanzo su chi debba giudicare le nostre azioni, se la giustizia umana o divina, con una scelta imprevedibile del Commissario che sicuramente farà discutere ma ne aumenta il carico di empatia. Cosimo sarà costretto infatti dalle circostanze a riflettere se il valore di giusto o sbagliato a ciò che un essere umano compie nel suo percorso di vita spetti davvero alla legge dell’uomo o vada rimesso a uno sguardo superiore.
COSA CONTA NELLA VITA - Un altro tema è il ritorno alla vita di Cosimo, che consente allo scrittore di indagare su emozioni, progetti, volontà di costruire il futuro e comprendere il senso della vita e di ciò che conta davvero dopo il confronto diretto con la caducità dell’esistenza. Cosimo sperimenta sulla sua pelle quella che Petrarca ha definito la “meraviglia della normalità”, ossia la gioia di vivere nella mai abbastanza apprezzata bellezza della quotidianità.
IL BENE E IL MALE - Infine, come in tutti i romanzi di Petrarca, c’è l’eterno conflitto tra il bene e il male, quest’ultimo impersonato da demoni che si incontrano nella quotidianità occultati dietro maschere di falso perbenismo, successo e potere che nascondono deliri di onnipotenza e cinismi distruttivi. Sono loro i manipolatori delle vite altrui, che di nascosto calpestano e distruggono per affermare affari e potere. Probabilmente il “killer” diventa metafora narrativa di quanti nella vita di tutti i giorni uccidono senza armi, facendo sanguinare a morte non il corpo ma l’anima. Petrarca tratteggia con profondità la psicologia del “mostro”, colui la cui umanità si spegne al cospetto della oscura volontà di prevaricare sugli altri per ottemperare ai propri scopi e appagare il proprio “Io”. In pagine di grosso impatto emotivo, l’autore affida al killer, in una drammatica autoconfessione, lo svelamento del proprio complicato mondo interiore e del travaglio che porta l’animo umano a scegliere il Male. D’altro canto, il Bene nel testo si esprime attraverso il modello di quanti si dedicano alla solidarietà e praticano l’altruismo con convinzione e abnegazione. Per concludere, questo romanzo va letto perché un libro non potrà cambiare il mondo o la storia, ma leggerlo potrà cambiare noi.