Martedì 11 Dicembre 2018, 13:26

Come leggere il codice stampato sul guscio delle uova

Pubblicato Maggio 2018 in Cultura

Su tutte le uova che acquisti trove­rai stampato sul guscio un codice misterioso di 11 cifre composto da numeri e lettere. Ti sei mai chiesto di che si tratta? E’ di un codice di tracciabi­lità che rivela l’origine e la qualità delle uova. Questa etichettatura è obbligato­ria ai sensi del Regolamento CE 2295 del 2003. 

Vuoi sapere come si legge questo co­dice identificativo?
Iniziamo con il primo numero, quello più interessante perché indica come è stata allevata la gallina e di conseguenza qual è la qualità dell’uovo deposto.

  • “0” Uova da agricoltura biologica: soggetta alle normative degli alleva­menti biologici, mangimi biologici e allevamento per lo più in un terreno naturale e all’aperto. 
  • “1” Allevamento all’aperto: le galline per alcune ore al giorno possono raz­zolare in un ambiente esterno protet­to e controllato per ragioni sanitarie e le uova vengono deposte sul terreno o nei nidi. 
  • “2” Allevamento a terra: le galline sono allevate in un capannone libere di muoversi, le uova vengono deposte nei nidi o sul terreno. 
  • “3” Allevamento in gabbia (batteria): le galline vengono allevate in un ambiente confinato, de­pongono le uova direttamente in una macchina preposta alla raccolta. 

Le sigle sopraindicate sono obbligatorie su cia­scun uovo, mentre nelle confezioni va apposta obbli­gatoriamente la dicitura per intero e quindi:

  • “uova da agricoltura biologica” 
  • “uova da allevamento all’aperto” 
  • “uova da allevamento a terra” 
  • “uova da allevamento in gabbie”

La tipologia di allevamento incide sul costo finale delle uova e sulla qualità. L’ 86% delle uova destinate al consumo diretto, provengono da un allevamento di tipo 3 (allevamento in gabbia).
La sigla che segue indica la nazione di produzione: “IT” per le uova italiane. Se la provenienza delle uova è di paesi terzi, la dicitura sugli imballaggi è “sistema di allevamento indeterminato”.
Subito dopo trovi un codice di tre lettere che identifica il codice Istat del Comune di ubicazione dell’allevamento, seguito dalla sigla della Provincia.
L’ultimo numero corrisponde al numero attribuito dall’Asl a ciascun allevamento. Si tratta di un’indica­zione particolarmente utile in caso di problemi sani­tari.
Sulla confezione compaiono anche altre informa­zioni utili come la data di deposizione delle uova, la scritta “Extra” o “Extra Fresche” quando le uova sono commerciabilizzabili fino al settimo giorno dall’im­ballaggio o il nono dalla deposizione, “Fresche” fino al 21° giorno e le dimensioni (XL uova grandissime – L uova grandi – M uova medie- S uova piccole).
Le uova classificate nella categoria “A” sono uova da vendere al pubblico mentre le uova di categoria B, denominate “seconda qualità”, sono invece destina­te all’industria alimentare o non alimentare. Le uova di categoria “A” non debbono subire nessun tratta­mento e non devono essere lavate. Se lavate sono marchiate come “uova lavate”. Per legge la data di scadenza è di 28 giorni dalla data di deposizione del­le uova.