Domenica 16 Dicembre 2018, 09:49

Perché un amplificatore acustico non è un apparecchio acustico

Autore: dott.ssa Marianna Grazioso De Pascale | Pubblicato Marzo 2018 in Salute

Molto spesso capita, a chi si approccia per la prima volta alla ricerca di una soluzione per la propria riduzione di udito, di chieder­si quale sia la differenza tra gli amplificatori acusti­ci ed apparecchi acustici.
Tale diversità può non essere chiara di primo acchito, ma è importante farla presente, in quanto fondamentale per intraprendere un percorso di re­cupero uditivo soddisfacente e consapevole.

Con il termine apparecchio acustico intendia­mo una particolare protesi medica studiata per correggere le più varie disfunzioni del sistema udi­tivo. Esso interviene nel correggere in maniera pre­cisa il deficit frequenziale di cui il paziente è affetto (ad esempio valga la correzione specifica di un co­lore di unatavolozza che il soggetto non vede con la stessa intensità degli altri colori. Il soggetto vede il giallo ed il verde sbiaditi e l’apparecchio compen­sa il deficit di questi soli due colori riportandoli alla stessa intensità degli altri). Questo grazie a micro­processori che elaborano il suono da analogico a digitale capaci di eseguire miliardi di operazioni al secondo.

L’amplificatore acustico, invece, è uno stru­mento che ha come scopo l’aumento del volume­generico di un suono emesso da una fonte senza tenere conto della carenza di singole frequenze (ad esempio valga la correzione specifica di un co­lore di una tavolozza che il soggetto non vede con la stessa intensità degli altri colori. Il soggetto vede il giallo ed il verde sbiaditi ed in questo caso l’am­plificatore acustico, a differenza dell’apparecchio acustico, amplifica tutti i colori della tavolozza de­terminando un incremento esagerato e fastidioso di tutti i colori, mantenendo sempre ridotta l’inten­sità relativa del giallo e verde). Totalmente diver­so, quindi, da un apparecchio acustico, progettato specificamente per correggere le disfunzioni del nostro sistema uditivo.

Sul mercato, infatti, vige ancora una grande confusione tra amplificatore acustico e apparec­chio acustico: si ha una scarsa conoscenza circa l’enorme differenza che c’è tra questi due stru­menti. Conoscenza che si traduce troppo spesso in un pericolo per gli utilizzatori.

Spesso alla ricerca di un possibile risparmio si acquista a basso costo un amplificatore acustico che promette grandi risultati a coloro che presen­tano una perdita uditiva, ma tale strumento non potrà mai sostituire i benefici di un apparecchio acustico.
Aumentare banalmente il volume di ciò che ci circonda non aiuta a sentirlo meglio, anzi, talvolta può aggravare il problema anziché risolverlo.
1) Amplificare i suoni significa amplificarli tutti, anche quelli nocivi. Un apparecchio acustico è pro­gettato per mascherare e bilanciare i suoni isolan­do quelli nocivi o superflui e ciò non accade con un amplificatore acustico.
2) L’apparecchio acustico è uno strumento per­sonalizzato. L’adattamento ad esso è un processo che richiede all’audioprotesista un lavoro lungo e accurato. Sono da tenere presenti le occasioni d’uso (ambiente silente, ambiente rumoroso, ecc), le esigenze del paziente, persino la conformazio­ne del suo orecchio. Tutti questi fattori non sono in alcun modo presi in considerazione da un pro­dotto come l’amplificatore acustico che, in quan­to oggetto standard, viene acquistato così com’è e applicato dal paziente autonomamente senza l’ausilio di un professionista.
3) Per l’amplificatore acustico si sconsiglia l’u­so prolungato; al contrario è altamente raccoman­dato per gli apparecchi acustici. Ma perché? L’am­plificatore acustico può provocare danni all’udito se utilizzato a lungo (fatica uditiva, cefalea) e per­tanto si suggerisce di applicarlo solo in determina­te occasioni; una modalità di utilizzo molto diversa da quella prescritta per l’apparecchio acustico, che al contrario più viene utilizzato più garantisce un adattamento totale da parte delle funzioni cere­brali.
In sostanza, ciò che occorre comprendere è che il contributo di uno specialista dell’udito è fon­damentale per riacquistare una capacità uditiva soddisfacente. Nessuno penserebbe di utilizzare una lente di ingrandimento per risolvere i suoi pro­blemi di vista!