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Le conseguenze sociali e individuali della pandemia

Autore: a cura della Dott.ssa Claudia Langella | Pubblicato Agosto 2021 in Salute

Spesso le malattie mentali vengono vissute con molta vergogna, a differenza di quelle che colpiscono il nostro corpo, dalle quali ci sentiamo più legittimati a condividere. Le ragioni di tale resistenza hanno radici nella nostra cultura, basata su una scarsa considerazione e divulgazione della salute mentale, o addirittura percepita solo per il trattamento della psicopatologia grave.
La comune esclamazione: “Mica sono pazzo che devo andare dallo psicologo?” rappresenta il pensiero comune predominante. Tale fenomeno è maggiormente diffuso nei piccoli e medi centri urbani, nei quali ci si conosce, si teme il parere altrui e si sente minacciata la propria immagine sociale.
E’ degna di attenzione la resistenza che impedisce alle persone di rivolgersi ai professionisti in campo psicologico, per chiedere un aiuto. Spesso si preferisce aggravare il disturbo presentato, pur di non ammettere a sé stessi di aver bisogno di uno aiuto psicologico, arrivando inevitabilmente ad una sintomatologia importante e spesso a rischio suicidario percepito come unica via di salvezza.
Facciamo un po’ di chiarezza in merito, i possibili interventi che vedono coinvolti psicologi, psicoterapeuti e counselor, sono diversi.
Partendo dalla psicoterapia, essa si occupa del trattamento della psicopatologia in senso stretto (depressione, ansia, attacchi di panico, fobia, ecc.), o del malessere successivo a un trauma, un lutto o altro evento drammatico, ma non solo. A volte si inizia una psicoterapia anche semplicemente perché si vuole “stare un po’ meglio”. Può accadere infatti che ad un certo punto della propria vita si sperimenti una difficoltà, un blocco, che arriva quasi inaspettatamente all’interno di una vita altrimenti “tranquilla”, e si voglia allora capire cosa sta effettivamente accadendo, per poterlo superare e recuperare il proprio equilibrio. A volte invece chi inizia una psicoterapia riferisce di volerlo fare per “conoscere meglio sé stesso”.
Ad ogni modo lo psicoterapeuta dopo una valutazione clinica proporrà il percorso più opportuno, volto alla riduzione del disagio o della sofferenza, o a uno sviluppo delle risorse e della personalità, nonché ad un incremento del benessere. Il percorso seguirà determinate modalità di luogo, tempo, metodi e tecniche che verranno concordati all’inizio.
A differenza, il sostegno psicologico è un tipo di intervento caratterizzato dalla scelta clinica di rimanere prevalentemente ad un livello di elaborazione più vicino alla consapevolezza, alla coscienza, più mirato al sostegno dell’Io del paziente, e meno rivolto all’indagine ad ampio respiro dell’inconscio. Siamo quindi un po’ più “in superficie”, più vicini agli aspetti preconsci o coscienti, spesso riguardanti la situazione di vita attuale della persona che si rivolge allo psicologo.
Il sostegno psicologico non mira sempre a produrre insight profondi, anche se può favorirli; non mira necessariamente ad una ristrutturazione complessiva di aspetti importanti della personalità, anche se può a volte essere il punto di partenza per successivi sviluppi in tal senso. Il sostegno può essere indicato nei casi in cui una persona che normalmente disponeva di buone risorse e di un buon funzionamento psichico si trovi a dover affrontare una difficoltà più o meno temporanea, connessa ad esempio ad una crisi adattiva o evolutiva.
Può esserci una crisi legata ad un evento traumatico, quale un lutto o una separazione coniugale, oppure anche una crisi legata ad un evento positivo, che però porta con sé un insieme di vissuti difficili da gestire, come ad esempio un’importante promozione sul lavoro che, sebbene desiderata, attiva vissuti ambivalenti ed espone a responsabilità che rischiano di andare oltre al limite che normalmente risultava tollerabile per il soggetto.
Possono esserci anche delle crisi evolutive legata ai normali processi di vita che ognuno di noi deve affrontare: ad esempio le crisi evolutive legate all’adolescenza, alla menopausa, all’uscita dal mondo del lavoro con l’arrivo dell’età della pensione, o al matrimonio, al diventare genitori, al passaggio delle cosiddette “età cerniera”; sono tutti esempi di crisi fisiologiche, a volte attese e desiderate, a volte temute, che rientrano nel normale processo di vita e di sviluppo.
Sono crisi che possono decorrere senza difficoltà, ma che in altre occasioni, per un concorrere di altri numerosi fattori (ad esempio una precedente fragilità che si riattiva) necessitano di un sostegno per potersi svolgere in modo più fluido e positivo.
Infine la consulenza psicologica o counseling è un processo volto alla individuazione, definizione e soluzione di problemi specifici e circoscritti in ambito psicologico. Chi può beneficiare di una consulenza psicologica (o counseling) è dotato di solito di una buona struttura di personalità, ma si trova ad affrontare una difficoltà contingente e ritiene di non disporre, al momento, di tutte le risorse necessarie ad affrontarla e superarla: si sente in una situazione “di scacco”.
Il tipo di difficoltà incontrata può essere di vario tipo: può essere una difficoltà legata ad un contesto relazionale (di coppia, famigliare, amicale), ai cambiamenti di situazioni di vita (crescita dei figli, cambiamenti nel contesto lavorativo), o ad altri eventi personali, o comunque connessa in generale ad eventi circoscritti per i quali il soggetto non ritiene necessario iniziare né un lavoro in profondità come può essere ad esempio una psicoterapia, né un lavoro maggiormente vicino alla consapevolezza ma comunque importante come può essere il sostegno psicologico; desidera piuttosto essere aiutato a raggiungere una soluzione mirata, specifica per il problema, senza andare a lavorare su altri piani del Sè: vuole una sorta di “consiglio” da parte dell’esperto.
Se riuscissimo a superare le nostre resistenze e divulgare la salute psicologica partendo dalla nostra città, potremmo migliorare la qualità di vita qualora fosse minacciata, e non permettere alla vergogna e al timore di impedirci di chiedere aiuto.

Dott.ssa Claudia Langella
Psicologa Clinica
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