Martedì 11 Dicembre 2018, 13:16

Otturazioni in amalgama: quando e perché rimuoverle

Autore: dott. Danilo Trapani | Pubblicato Dicembre 2016 in Salute

Le otturazioni in amalgama, cioè quelle che normalmente in gergo popolare vengono denominate “piombature”, sono una mistura costituita al 50% da mercurio e 50% da altre leghe metalliche quali: argento, stagno, rame e zinco.
La presenza di mercurio, la cui tossicità oggi è ampiamente riconosciuta, ne rende sconsigliabile l’utilizzo in campo clinico. Per un lungo periodo storico che va dalla fine dell’Ottocento fino ad una ventina di anni fa, le otturazioni in amalgama sono state impiegate per curare le carie. Attualmente, grazie ai progressi della tecnologia, le amalgame sono state rimpiazzate dall’utilizzo dei materiali compositi, ovvero le resine bianche. Questi materiali sono, rispetto alle amalgame d’argento, non tossiche, perché non contengono sostanze nocive per la salute e risultano essere più accettate dai pazienti per le qualità estetiche, infatti è possibile ottenere in tutto e per tutto l’aspetto tipico dei denti naturali. Pertanto, le indicazioni a sostituire le amalgame sono le seguenti:
• rimozione delle sostanze tossiche quali il mercurio, rilasciato dalle otturazioni dentarie per lunghi periodi di tempo nel cavo orale;
• rimozione delle otturazioni non più competenti perché infiltrate da recidive di carie;
• sostituzione per motivi estetici;
• abolizione della formazione di correnti elettro-galvaniche.
Le correnti elettro-galvaniche sono correnti formate quando vengono messi a contatto metalli diversi; non a caso, nella bocca di molti pazienti si riscontra la presenza di materiali metallici differenti, quali, ad esempio, amalgame delle otturazioni, corone d’oro, corone in lega aurea ed altre combinazioni. La saliva, invece, funge da conduttore e, in presenza di un ph acido, rende possibile il passaggio di ioni da un metallo all’altro dando origine a correnti endorali. Tali correnti possono causare sintomi quali: gusto
metallico, stomatiti, parestesie linguali, secchezza della bocca, eczemi periorali e raramente una sintomatologia generale caratterizzata da cefalea, nausea, nevralgia, ansia, depressione, malattie cutanee.
Naturalmente resta fondamentale la correttezza della diagnosi, anche perché i sintomi locali e, soprattutto generali, possono essere riconducibili ad altre malattie odontoiatriche o di altra origine.
A concludere questa disamina, è importante sottolineare che resta fondamentale anche la modalità di rimozione delle otturazioni in amalgama, infatti, si raccomanda l’utilizzo della diga di gomma, un telino in lattice che, montato nella cavità orale del paziente, permette di isolare i denti da trattare e di raccogliere le particelle metalliche sprigionate dalla rimozione di queste otturazioni, evitando così, l’ingestione da parte del paziente.