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Risarcimento Rc auto: senza un consulente in infortunistica non vai da nessuna parte

Autore: a cura di Giuseppe Ferraiuolo Fonte automobilista.it | Pubblicato Gennaio 2018 in Scelti per te

Nel settore Rca, è in atto guerra, di cui i mass media tradizionali non vi danno conto, troppo presi a fare copia e incolla dei comunicati stampa. Da una parte ci sono molti pezzi grossi delle Assicurazioni, che vogliono levarsi dai piedi, una volta per tutte, i consulenti in infortunistica stradale. Ossia professionisti che aiutano (facendosi ovviamente pagare) chi ha subìto un incidente, specie se in ballo ci sono danni d’un certo peso (in particolar modo lesioni fisiche). Dall’altra, i consulenti d’infortunistica stessi, che combattono contro diverse lobby di potere. E che già l’indennizzo diretto (da febbraio 2007 il rimborso avviene direttamente dalla propria Assicurazione) ha tentato di mettere in un angolo: se è la Compagnia ad aiutarti a prendere i soldi, un perito terzo non serve…

Ma di recente sono cambiati due scenari.

a) La Corte costituzionale ha detto che l’indennizzo diretto è facoltativo. Mazzata numero uno per diverse Assicurazioni.

b) Numerosi automobilisti non sono rimasti granché soddisfatti del comportamento di certe Assicurazioni, che risarciscono in fretta e furia il cliente, con somme però che lasciano un po’ l’amaro in bocca. Quindi, si fa largo l’idea che un consulente in infortunistica, che ti tuteli davvero, serva eccome.

Così le Compagnie fiutano il pericolo, e tentano di mettere fuori gioco quei loschi figuri di consulenti in infortunistica. Chiedendo al Governo, magari, una leggina che li escluda definitivamente. Il motivo? I periti farebbero lievitare i costi dei sinistri, e di conseguenza le Rc auto.

Mah… a noi di Automobilista.it sembra tanto una scusa bell’e buona per avere campo libero: decido io come, quando e in che misura dare i risarcimenti. Che ne pensate?