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È l’ossitocina a trasformare una donna in mamma

Autore: Luca Ricciardi | Pubblicato Luglio 2015 in Cultura

L’ossitocina è chiamata anche l’ormone dell’amore perché i suoi livelli aumentano incredibilmente nelle situazioni di benessere e buonumore. Ma da recenti studi è risultato che è proprio quest’ormone a trasformare una donna in una mamma. Per arrivare a questo risultato gli scienziati hanno osservato i topi e i loro cuccioli.

I topi hanno l’abitudine di spostare spesso il loro nido per sfuggire ai predatori. Durante questi “traslochi” può capitare che qualche cucciolo rimanga indietro e cominci a piangere emettendo ultrasuoni. La madre li sente immediatamente e torna indietro a recuperare il piccolo. Questo non succede con i topi che non hanno prole, i quali ignorano completamente i pianti dei più piccoli. Ma il comportamento cambia improvvisamente se ai topi viene somministrata l’ossitocina: nel cervello delle non-mamme si attiva una risposta improvvisa dopo il trattamento ormonale. Gli scienziati hanno potuto provare i risultati della loro ricerca effettuando l’esperimento inverso: bloccando con un farmaco l’attività dell’ossitocina le topo-mamme sottoposte a questo trattamento hanno ignorato le grida della prole. Lo studio sostiene che soltanto dopo che l’ossitocina ha fatto il suo lavoro il cervello di una femmina cambia e diventa quello di una mamma, capace di rispondere alla richiesta di aiuto dei suoi cuccioli.

Ma si è voluto capire qualcosa in più e si è condotto uno studio anche sugli esseri umani. I ricercatori hanno esaminato due gruppi di donne: il primo era formato da 48 madri e l’altro da 46 donne senza figli. Sono state osservate le loro reazioni emotive di fronte a immagini di volti di bambini che esprimevano sofferenza o bisogno di aiuto. Dal risultato è emerso che la risposta cerebrale di empatia è stata più rapida, circa 100 millisecondi, negli individui (genitori o non genitori) con una funzionalità ottimale di ossitocina. Lo studio ha fatto emergere che la produzione dell’ossitocina è responsabile dell’attaccamento parentale e questo indipendentemente dal fatto di esser madri oppure no.

Questa nuova scoperta ha spiegato perché nella popolazione femminile, e non solo in chi è madre, può esistere una maggior o minor propensione a prendersi cura di un bambino. I neuroscienziati descrivono questa scoperta come “rivoluzionaria”. E adesso si suppone che l’ossitocina possa avere un ruolo anche nell’elaborazione visiva e olfattiva. Molte strade si aprono adesso per i possibili impieghi dell’ormone dell’amore. C’è chi già spera che possa essere d’aiuto per trattare l’autismo e la depressione post-partum.