Martedì 26 Gennaio 2021, 15:59

Il caffè fa bene o fa male, cosa dice la scienza

Autore: a cura del dott. Carlo Alfaro | Pubblicato Novembre 2020 in Salute

Alleato indispensabile di chi ha bisogno di tenersi sveglio per studio, lavoro o impegni, il caffè riveste un significato simbolico importantissimo, dal punto di vista sociale, relazionale, psicologico, culturale, che travalica altamente dal suo valore di bevanda, facendolo assurgere al livello di un rituale. Si stima che ogni giorno in tutto il mondo vengano bevute oltre tre miliardi di tazze di caffè.
In questo articolo vi parlerò degli effetti biologici e fisiologici del caffè, secondo le evidenze degli studi scientifici disponibili in letteratura. Gli effetti della bevanda vadano ricercati, oltre che nel suo componente più noto, la caffeina, nei molteplici composti bioattivi che ne compongono la miscela, alcuni dotati di importanti proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, anti-tumorali, e pertanto capaci di influenzare positivamente il metabolismo, l’utilizzazione degli zuccheri, la funzionalità epatica, il sistema immunitario, di stimolare secrezione gastrica e motilità intestinale, di ostacolare la degenerazione cerebrale. Gli studi recenti tendono pertanto a inquadrare il caffè, a prescindere dalle diverse abitudini di consumo e preparazione nelle diverse realtà locali, e dall’uso di miscela intera o decaffeinata, nella lista dei componenti di una dieta sana, sempre se usato con la giusta moderazione.
Tossicità: va ascritta alla caffeina. Per l’European Food Safety Authority, non c’è rischio di tossicità fino a 200 milligrammi di caffeina in dose singola o 400 milligrammi nell’arco di una giornata; una tazzina di espresso contiene 50-75 milligrammi di caffeina. La dose letale è pari a 10 grammi di caffeina, in pratica più di 100 tazzine di caffè assieme! Va considerato però che esiste una grande variabilità inter-individuale della sensibilità all’alcaloide: sono state identificate diverse varianti genetiche (polimorfismi) genetici tra gli individui riguardo il metabolismo di caffeina.
Effetti sul sistema nervoso. La caffeina è una sostanza psicoattiva, con potere energizzante e risvegliante e di innalzamento del tono dell’umore, migliora la memoria, la lucidità, le prestazioni psico-fisiche. Grazie alla sua interferenza con i recettori cerebrali dell’adenosina, contrasta sonnolenza e stanchezza, con picco di azione entro 45-60 minuti e durata di 3-5 ore. Inoltre, attiva la sensibilità dei recettori alla dopamina, il neurotrasmettitore coinvolto nel circuito del piacere e del buon umore. Usato con successo contro l’emicrania (infatti la caffeina è contenuta anche in prodotti antidolorifici per l’emicrania), il caffè potrebbe però anche talora fungere da fattore scatenante, in che ne soffre in forma episodica. E’ descritto un effetto protettivo dell’uso abituale di caffè nei confronti di malattie neurologiche come il Parkinson e l’Alzheimer (la caffeina potrebbe avere un ruolo nella riduzione della proteina beta-amiloide delle placche nel cervello dei pazienti con Alzheimer). In dosi eccessive, o in soggetti predisposti, può causare insonnia, eccitabilità, ansia, tremori, agitazione.
Effetti sul cuore: grazie al contenuto di polifenoli antiossidanti, il caffè mostra proprietà protettive sull’apparato cardiovascolare. Bere da 3 a 5 tazzine al giorno ridurrebbe fino al 15-19% la probabilità di eventi cardio-vascolari acuti come infarti e ictus e ridurrebbe la mortalità in chi ha già avuto un episodio. La mortalità cardio-vascolare risulta globalmente ridotta del 12% nei maschi e del 20% nelle femmine tra chi consuma regolarmente caffè (da 1 a 4 tazze al giorno). Inoltre, la caffeina promuove la sintesi di P27, una proteina regolatrice nei mitocondri (le centrali energetiche della cellula), proteggendo così le cellule dell’endotelio vascolare dai danni. Contrariamente a quanto risultava da studi precedenti su un possibile irrigidimento delle arterie, bere caffè, fino a 25 tazze al giorno secondo uno studio della Queen Mary University di Londra su 8.000 persone, non risulta dannoso per la salute delle arterie. La caffeina in dosi moderate regolarizza la frequenza cardiaca, stimola la contrattilità miocardica e conseguentemente aumenta la gittata cardiaca, dilata le coronarie. Viceversa superare le sei tazzine al giorno può rivelarsi dannoso, causando ipertensione, tachicardia, vampate di calore e aumentando il rischio di malattie cardiache fino al 22%. Cautela quindi nell’uso a chi soffre di scompenso cardiaco, tachi-aritmie, ipertensione, aterosclerosi.
Apparato gastro-intestinale: il caffè è uno stimolante della secrezione gastrica, per cui ha effetti digestivi, anche se tale azione può essere dannosa in chi soffre di reflusso gastroesofageo, gastrite o ulcera.
Effetti sul fegato: un consumo moderato di caffè riduce la probabilità fino al 70% di molte malattie epatiche croniche, dal fegato grasso alla cirrosi. Ci sarebbe un’associazione inversa fra numero di tazzine di caffè al giorno (fino a 5) e il rischio di malattia epatica cronica.
Reni: il caffè ha effetto diuretico e drenante. Sembra che il caffè abbia un ruolo protettivo nei confronti della malattia renale cronica.
Effetti metabolici: l’uso del caffè contrasta l’obesità (se consumato senza zucchero o latte: una tazzina di caffè amaro contiene circa 2 calorie, macchiato con latte ne contiene 10, con una bustina di zucchero circa 20 calorie) grazie a effetto anoressizzante (aumenta la leptina, ormone della sazietà) e lipolitico. Inoltre diminuisce del 25% la probabilità di diabete di tipo 2. Tuttavia, dopo una notte caratterizzata da sonno disturbato e frammentato, assumere caffè al risveglio a digiuno riduce la tolleranza dell’organismo al glucosio, facendo aumentare nel sangue i picchi medi di glicemia e insulina: meglio prima fare colazione e poi prendere il caffè. Il consumo di caffè è stato anche associato ad aumento del colesterolo totale e del colesterolo LDL, ma questo effetto negativo viene annullato usando caffè filtrato, che contiene una concentrazione 30 volte minore di sostanze che aumentano le lipoproteine sieriche.
Osteoporosi: nelle donne ad alto rischio di fratture (ma non negli uomini), un eccesso di caffeina aumenta l’osteoporosi, per effetto inibitorio sull’assorbimento di calcio e di interferenza con il processo di formazione delle ossa.
Apparato genitale maschile: la caffeina agisce da vasodilatatore sui corpi cavernosi penieni. Inoltre, sono state trovate nei consumatori di caffè concentrazioni più alte di SHBG, globuline leganti gli steroidi sessuali, e testosterone.
Protezione dai tumori: grazie alla presenza di sostanze antinfiammatorie, antimutagene e antiossidanti, consumare caffè avrebbe un effetto protettivo su alcuni tumori, per esempio cancro del canale digerente (cavo orale, esofago, stomaco e colon-retto), del fegato, leucemia. Il calore eccessivo (non i suoi componenti) ha invece un effetto cancerogeno sulle mucose di esofago e stomaco.
Effetti sulle prestazioni sportive: Il caffè ritarda l’insorgenza della fatica muscolare, migliorando la resistenza, la forza e la potenza delle prestazioni negli sport aerobici.
Effetti sull’infiammazione: è stato trovato nel sangue di chi consuma caffè la riduzione di biomarkers di infiammazione, come proteina C reattiva, interleuchina-6, C-peptide.
Effetti sul dolore: bere regolarmente caffè aiuta a sopportare il dolore, aumentando la soglia di tolleranza.
Gravidanza: in gravidanza la dose massima consigliata giornaliera è 200 mg, in quanto è accertato il passaggio della caffeina dalla madre al feto, e un eccesso di consumo aumenta la probabilità di aborto spontaneo, parto pretermine e basso peso del bimbo alla nascita.
Allattamento: possibili, se si eccede nel consumo di caffè, irritabilità e difficoltà nel sonno per il neonato.
Effetti sulla mortalità generale: In tutte le sue forme, istantaneo, macinato o decaffeinato, anche se consumato in grandi quantità (fino a 8 tazze al giorno) il caffè sarebbe un elisir di lunga vita. Dalle tre alle cinque tazzine al giorno ridurrebbe del 14-17% la mortalità per tutte le cause.
Come non concludere, allora, citando il sommo Giuseppe Verdi che disse: “il caffè è il balsamo del cuore e dello spirito”.