Lunedì 22 Aprile 2019, 02:21

Osteoporosi, importante Convegno a Sorrento

Autore: a cura del dott. Carlo Alfaro | Pubblicato Aprile 2019 in Attualità

“Prevenzione e Cura dell’Osteoporosi: il ruolo dei vari specialisti” è il titolo di un riuscitissimo evento, “dedicato alle donne e non solo”, organizzato dal Medical Center Rocco e la ditta farmaceutica Genetic S.P.A con il patrocinio del Comune di Sorrento e del Club Inner Wheel Sorrento e la media partnership di MDA set comunication di Lina e Michele De Angelis, in occasione della Festa della Donna 2019, sabato 9 marzo, presso la Sala consiliare del Comune di Sorrento.
Obiettivo del Convegno, far conoscere alla popolazione l’attuale stato dell’arte sull’osteoporosi, i migliori metodi per prevenirla e le migliori cure, oltre ad offrire la possibilità di effettuare gratuitamente lo screening con densitometria ossea ad ultrasuoni. Dopo i saluti istituzionali del vicesindaco Maria Teresa De Angelis e del presidente Inner Wheel Sorrento, Anna Ruocco Coppola, si sono susseguite le interessanti relazioni dei professionisti della salute che, moderati dal pediatra Carlo Alfaro, hanno sviscerato l’argomento in tutte le sue declinazioni: “Il Medico di Medicina generale: lo stato dell’arte dell’osteoporosi”, di Rosalba Palomba, medico di famiglia; “L’ Ortopedico: complicanze dell’osteoporosi”, di Siro Grassi, chirurgo ortopedico; “Il Fisioterapista: fisioterapia ed esercizio terapeutico per ossa più dure”, di Stefano Rocco, fisioterapista del Medical Center Rocco; “Il Ginecologo: menopausa e ormoni”, di Carmen Santoro, ginecologo; “Il Farmacista: farmaci e integratori” di Francesco Palagiano, farmacista; “La Nutrizionista: l’alimentazione corretta”, di Lavinia Castellano, biologa nutrizionista; “Il Cardiologo: Cuore e vitamina D”, di Marialaura Gargiulo, cardiologa. Alla fine del corso, ha commentato, entusiasta, Stefano Rocco: “Un convegno medico unico nel suo genere in Penisola Sorrentina: 8 specialisti come relatori, 150 persone presenti in sala, tra cui molti medici e professionisti della salute, 3,30 ore di durata, 80 screening gratuiti effettuati…Con questi numeri possiamo affermare con certezza di aver fatto un’ottima giornata di prevenzione ed informazione. E’ noto che il 66% delle donne ed il 50% degli uomini sono colpiti da osteoporosi e osteopenia (condizione in cui la massa ossea è ridotta rispetto alla normalità, che spesso precede l’osteoporosi ed espone a un maggior rischio di frattura). Dopo i 70 anni, una donna europea su due andrà incontro a una frattura ossea legata all’osteoporosi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a causa dell’osteoporosi in tutto il mondo ogni 3 secondi si verifica una frattura di femore, polso o vertebra. La frattura del femore comporta una mortalità del 5% e del 20% nel mese e nell’anno successivi. Circa il 30% dei pazienti fratturati va incontro a una disabilità permanente, il 40% perde la capacità di camminare autonomamente, l’80% ha bisogno di supporto nelle attività quotidiane. Sulla base di questi dati diventa fondamentale conoscere questa silente malattia, prevenirla e infine curarla nel migliore dei modi. Il dottore del futuro non darà medicine, ma invece motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, a seguire una giusta dieta, a occuparsi della prevenzione delle malattie”.
L’osteoporosi è una grave malattia dell’osso dell’anziano che ne compromette la robustezza e resistenza esponendolo al rischio di frattura. E’ un nemico subdolo e silenzioso, capace di “rubarci” le ossa senza dare sintomi di sé.
Sulla prevenzione della fragilità ossea è partita il 28 febbraio in Italia un’ampia campagna di sensibilizzazione che, con lo slogan “Fai la prima mossa. Cura le tue ossa”, ha riunito 10 società scientifiche (specialistiche e di medicina generale): Federfarma, Anmar Onlus (Associazione nazionale malati reumatici onlus), Senior Italia Federanziani, Federazione Italiana Medici di Famiglia (Fimmg), Glucocorticoid induced osteoporosis skeletal endocrinology group (Gioseg), Società italiana di endocrinologia (Sie), Società italiana menopausa, Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer), Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), Società italiana medicina interna (Simi), Società italiana dell’osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro (Siommms), Società italiana di reumatologia (Sir) e Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami).
La campagna sarà presente con uno spot in tv e pubblicità sui principali quotidiani e magazine on line e ha come testimonial l’attrice Laura Morante. L’iniziativa, mirata a tenere alta l’attenzione sul tema della fragilità ossea, si rivolge in modo particolare agli over 50 che rappresentano la popolazione a rischio. La campagna prevede la distribuzione di materiale informativo in 300 centri anziani distribuiti sul territorio nazionale, un sito web con consigli pratici per pazienti e caregiver e una pagina Facebook.
L’osteoporosi rappresenta una vera e propria emergenza di salute destinata a crescere nei prossimi anni a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Colpisce 1 donna su 3 dopo i 50 anni e 1 uomo su 8 dopo i 60 anni ed è la principale causa di fratture negli anziani. Oltre 4 milioni di Italiani ne soffrono, con un’incidenza dopo i 50 anni del 23,1% delle donne e del 7% degli uomini. Dei 3 milioni e mezzo di donne che, in Italia, soffrono di osteoporosi, si stima che solo una su due sia a conoscenza di esserne affetta. In Italia solo nel 2017 sono state 560mila le nuove fratture da fragilità; in assenza di strategie preventive si prevede che aumentino del 22,6% nel 2030. Peraltro, una prima frattura aumenta significativamente il rischio di fratture successive e può dare inizio a una cascata fratturativa che porta a un peggioramento dello stato di salute della persona e a una progressiva perdita di autonomia e qualità di vita, oltre che a un aumento dei costi per l’assistenza sanitaria e a un maggiore rischio di mortalità.
Secondo infatti i dati dell’International osteoporosis foundation (Iof) del 2018, in seguito a una frattura da fragilità aumenta di 5 volte la probabilità che i pazienti subiscano una seconda frattura entro i successivi 2 anni. In particolare le fratture dell’anca possono causare dolore cronico e disabilità e ridurre la qualità della vita e la sua durata, in quanto fino al 30% delle persone che sperimentano una frattura dell’anca osteoporotica muoiono entro 1 anno.
La prevenzione primaria dell’osteoporosi inizia da piccoli, garantendo il corretto apporto di calcio durante tutta l’infanzia, quando il calcio viene depositato nello scheletro fino al raggiungimento alla pubertà del picco di massa ossea, poiché è oggi chiaro che l’osteoporosi non è solo conseguente alla perdita ossea che accade con l’avanzare dell’età, ma al mancato raggiungimento del picco ottimale di massa ossea durante l’infanzia e l’adolescenza.
Il punto più importante della prevenzione è costruire un osso sano e robusto durante la crescita. Si calcola che aumentando del 10% il picco di massa ossea, si potrebbe ridurre del 50% il numero di fratture di femore.
Per la prevenzione sono di fondamentale importanza fin dall’infanzia: l’attività fisica, che sollecita il metabolismo dell’osso con stimoli meccanici, e una dieta ricca di calcio (latte, yougurt, formaggi, salumi, uova) e vitamina D, grazie alla quale il calcio viene assorbito ed utilizzato. La vitamina D si ottiene, oltre che con l’introduzione di alimenti che ne sono ricchi (olio di fegato di merluzzo, pesci grassi, ostriche e gamberi, formaggi grassi, burro, tuorlo d’uovo), attraverso l’esposizione alla luce solare.
Durante l’età matura, poi, le fratture da fragilità possono essere prevenute attraverso il concetto di “active ageing”, invecchiamento attivo, vale a dire conservando quanto più possibile comportamenti salutari, quali alimentazione corretta, attività fisica quotidiana, poco alcol e niente fumo. Nei soggetti ad alto rischio di frattura o in caso di una frattura da fragilità pregressa, gli interventi sullo stile di vita non sono da soli sufficienti. Un paziente con una frattura da fragilità deve essere considerato affetto da osteoporosi severa e, alla luce dell’elevato rischio di andare incontro a un’altra frattura nei 12-24 mesi successivi, va gestito con adeguata terapia farmacologica che compendi una supplementazione di calcio e vitamina D.
La Preventive Services Task Force USA (USPSTF) ha ribadito in un lavoro pubblicato su JAMA 2018 le proprie raccomandazioni, proposte originariamente nel 2011, riguardo allo screening per l’osteoporosi o la perdita di densità ossea. Il gruppo di lavoro che si è occupato dell’aggiornamento delle raccomandazioni ritiene che per prevenire le fratture osteoporotiche nelle donne di età pari o superiore a 65 anni sia utile lo screening eseguito con test di misurazione ossea, come l’assorbimetria a raggi X a doppia energia. Per le donne più giovani ma che si trovano in post-menopausa, i medici possono inizialmente valutare il rischio clinico della paziente con strumenti come FRAX, SCORE o OST. Le donne ritenute a rischio di osteoporosi dovrebbero poi essere sottoposte a screening con test di misurazione dell’osso. Per quanto riguarda lo screening negli uomini, secondo gli autori non ci sono dati sufficienti per esprimere raccomandazioni a favore o contro.