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Se il Rischio Paese 'aumenta', cosa succede, cosa cambia?

Autore: Dott. Massimo Fienga | Pubblicato Luglio 2015 in Attualità

Il Rischio Paese rappresenta una forte volatilità del mercato finanziario, cioè notevoli variazioni delle quotazioni in termini di valuta (moneta), di borsa azionaria, di titoli di stato (debito pubblico) e/o possibile insolvenza (mancanza di liquidità) con rischio capitale, di conseguenza, non poter onorare obblighi assunti nei confronti di operatori di terzi, operatori finanziari e industriali globali (esteri). Questo rischio dipende da vari fattori importanti 1. Politica – 2. Economia – 3. Fattori sociali.

Conseguenze:
Mancanza di credibilità, inaffidabilità, crescita dell’inflazione, forte aumento dei tassi di interesse (attivi e passivi), impoverimento del popolo, forte aumento della disoccupazione. In termini tecnici e psicologici: humor e sentiment negativo (paura del domani, confusione, ansia da parte del popolo).

Quando capita tutto ciò?
Quando le richieste del popolo e la relativa politica non è in grado di gestire e organizzare al meglio il bene comune e, di conseguenza, crea instabilità economica portando a peggiorare i fattori sociali. Se si arriva all’ insolvenza, la nazione interessata è, per molto tempo, parzialmente isolata dai mercati internazionali e dagli aiuti economici da parte di paesi terzi. Solo con grandi sacrifici e notevole attività politico/economica il paese interessato dovrà dimostrare nuova affidabilità, grande credibilità futura in modo da ridurre il rischio paese.
Negli ultimi 70 anni abbiamo avuto moltissimi paesi a rischio elevatissimo e/o insolvenza:
Germania (1932-48); Albania-Ungheria (1990); Croazia (1993- 96); Islanda (2008); Grecia (2012/13, forte aiuto estero); Polonia (1981); Russia (1998); Spagna (1936/39); Argentina (2002/05); Brasile (1990); Cile (1983); Messico (1982); Venezuela (2004); Turchia (1982)… per non elencare i paesi del continente Africa.

Analizziamo cosa è il Rischio Emittente: è legato all’affidabilità e alla capacità di rimborsare il capitale e/o gli interessi avuti in prestito. È evidente che il rischio elevato è direttamente proporzionale ad interessi più alti per giustificare e rendere più invitante l’investimento. Sono centinaia di migliaia le società ad altissimo rischio e/o a default (fallimento) nel mondo. Tra cui molte Banche e Assicurazioni.
A tutela del rischio (Paese e Emittente) nascono le società di “rating” cioè agenzie di valutazione riguardante la solidità e la solvibilità, un metodo utilizzato per dare maggiori garanzie. Standard e Poor’s, Mody’s, Fitch sono societa’ private americane (Banche di Investimenti) riconosciute come società di rating non esenti da conflitti di interesse.

In un mercato Globale con i rischi sopra elencati come comportarsi? Come trovare tranquillità e serenità nei confronti di tale marcato finanziario?
La parola chiave è:
Diversificazione, cioè investire tramite ottimi gestori nei Paesi economicamente “forti” e più tranquilli cercando, inoltre, di non avere un rischio emittente e quindi scegliere le migliori società di vari settori (industiali, finanziari, chimici, farmaceutici ecc., ecc.).
Tale tipo di gestione dinamica è continuamente monitorata da esperti attraverso notizie politico/finanziarie in tempo reale per avere un costante controllo del rischio. Inutile sottolineare che, come in tutti i campi, bisogna scegliere società di gestione valide professionalmente e riconosciute con una storia a lungo termine positiva.
Quindi:
1.Diversificazione
2.Qualità di gestione dinamica
3.Orizzonte temporale non a breve termine. Queste le caratteristiche per ridurre notevolmente il Rischio Paese e il Rischio Emittente.