Giovedì 13 Dicembre 2018, 02:24

Ultrasuoni per la pulizia dei denti

Autore: dott. Giuseppe Di Maio | Pubblicato Novembre 2017 in Salute

La detartrasi o ablazione del tartaro consiste nell’eliminazione meccanica dei depositi di placca e tartaro sopragengivale e sottogengi­vale attraverso l’utilizzo di strumenti odontoiatrici manuali o motorizzati. Agli strumenti manuali si aggiungono quelli ad ultrasuoni, molto apprezzati perché offrono numerosi vantaggi: minor rischio di danni di taglio,tempi di lavoro più brevi e maggior confort per il paziente. Nel corso di una procedura ad ultrasuoni, la punta dell’ablatore vibra delicata­mente sul tartaro rimuovendolo senza danneggiare lo smalto dei denti.

Con questa procedura è possibi­le rimuovere anche quantità molto picco­le di tartaro in modo che le gengive e le radi­ci possono essere trattate senza alcun rischio. Gli ultrasuoni impiegati per la pulizia dei denti pos­sono essere generati da meccanismi fisici diversi e questo permette agli operatori di scegliere quello più adeguato a seconda delle esigenze cliniche. Li distinguiamo in: magnetostrittivi, piezoelettrici e sonici.

Gli ultrasuoni magnetostrittivi convertono l’e­nergia meccanica sotto forma di rapide vibrazioni (25.000-35.000 cicli/secondo). Il calore prodotto dalle vibrazioni è raffreddato da piccole nebuliz­zazioni di acqua fredda che formano dei minuscoli vuoti d’aria. Questi, collassando verso l’interno, spri­gionando una pressione locale che associata alle vibrazioni permette di raggiungere aree di difficile accesso per la sola energia vibratoria.

Gli ultrasuoni piezoelettrici, simili agli ultrasuoni, hanno una potenza maggiore ed una variabilità di uso elevata. Le vibrazioni della punta sono prodot­te da un trasduttore cristallino, variano da 29.000 a 42.000 cicli/secondo e non producono calore.
Negli ultrasuoni sonici le vibrazioni sono di tipo elettrico ed hanno una frequenza di 2.000-6.500 ci­cli/secondo. Non generano calore. A conclusione va detto che la punta degli ultrasuoni va appoggiata in modo dolce e delicato sui depositi di placca e tarta­ro, questo permette di ripulire la bocca in maniere delicata e di evitare l’insorgenza di patologie quali gengiviti e parodontite.