Sabato 25 Maggio 2019, 04:54

Antonino Gargiulo: “L’ingrediente del successo? La passione per il mio lavoro”.

Autore: a cura di S.R. | Pubblicato Maggio 2019 in Attualità

“What a pearl of restaurant” così titola uno dei 6 articoli di quotidiani inglesi esposti alle pareti del ristorante “La Perla” ai Colli di Fontanelle in Sant’Agnello che decantano la cucina dello chef Antonino Gargiulo, Tonino per gli amici. LeggimiGratis ha voluto incontrare lo Chef/Proprietario e sua sorella Rosaria per conoscere la lunga storia del meritato successo che la trattoria casareccia sta riscuotendo in misura crescente.


LG: Tonino spiegaci come è iniziata la tua carriera lavorativa?
T: “Ho iniziato molto giovane quando oltre 20 anni fa decisi di seguire un amico che durante il periodo invernale si recava per lavoro alle Seychelles. Questo alternarsi continuò per diversi anni fino a quando nel maggio 1999 decisi di fermarmi stabilmente in quelle isole per una stagione di lavoro. Conclusa l’esperienza alle Seychelles mi trasferii in Inghilterra e qualche mese dopo, esattamente nel marzo del 2000 aprii il mio primo ristorante di cucina italiana “La Perla” nell’isola di Guernsey. In Inghilterra ho vissuto diversi anni dal ‘99 al 2006, e proprio in quel periodo con la collaborazione di mia sorella Rosaria che mi è sempre stata accanto per darmi una mano nella gestione dell’attività, ho raccolto tante soddisfazioni. Nel giro di breve tempo il nostro ristorante riscosse consensi e recensioni positive da numerosi clienti soddisfatti così da attirare l’attenzione dei media che si interessarono al nostro ristorante pubblicando i vari articoli che ho ritagliato ed esposto in quest’ultimo ristorante ai Colli. Parte del successo è da attribuire anche a mia sorella Rosaria, con la quale è nato un bel sodalizio e che ci ha permesso di lavorare anche negli anni successivi quasi sempre in tandem. Ma la voglia di fare nuove esperienze mi spinse a fare altri cambiamenti nella mia vita e così, dopo una breve parentesi di qualche mese in Sudafrica tra il 2006 e 2007 dove ho conosciuto la compagna e madre dei miei figli e dove è nata la mia primogenita Gabriella, feci ritorno a Guernsey. Lì è nato il mio secondo figlio Francesco e ho aprerto un altro ristorante italiano sempre con lo stesso nome “La Perla”. Nel 2016 arriva la svolta: decido di far ritorno a casa e di iniziare questa nuova stimolante avventura accompagnato dai miei familiari, oltre a mia sorella Rosaria, anche i miei genitori Mariano e Giselda che adesso, rispettivamente di 82 e 77 anni, continuano ad sostenermi con i loro preziosi consigli.”
LG: Come mai la scelta del nome “La Perla” per tutti i tuoi ristoranti?
T: “Esattamente non saprei spiegarti il perché, ricordo solo il giorno in cui mi venne questa ispirazione, e da allora i diversi ristoranti che ho aperto tra Inghilterra ed Italia hanno avuto sempre lo stesso nome che mi ha portato tanta fortuna.”


LG: Nasci come cameriere, come è avvenuta la svolta a cuoco?
T: “Il cameriere è una professione che mi è sempre piaciuta perché mi entusiasma il contatto con il cliente, cercare di capire i suoi gusti e andargli incontro. Ma andando a lavorare all’estero ho fatto anche tanta esperienza in cucina, esperienza non nuova per me, visto che i miei genitori Mariano e Giselda sono stati gli storici fondatori del ristorante “La Steluccia” che all’epoca vantava una cucina semplice e casareccia a cui mi sono ispirato per il mio ristorante. Ricordo ancora mio padre intento a cucinare il suo buonissimo ‘pollo alla cacciatora’ che oggi anche io preparo alla stessa maniera, così come tanti altri piatti tipici della tradizione napoletana: trippa e soffritto, minestra maritata e il famoso ragù che lascio “pippiare” per ore.”


LG: Le centinaia di recensioni tutte positive che si possono leggere su Google e TripAdvisor in merito alla tua cucina e al tuo locale dimostrano che avevi ragione a voler tornare a casa: è stato un successo!
T: “Devo ammettere che sono sempre stato una persona tenace a cui non piace perdere e credo fermamente nelle mie passioni. Questo ci ha permesso, nel giro di poco più di due anni, di ritagliarci una grossa fetta di clienti affezionati che apprezzano la genuinità dei piatti che preparo. La mia idea di lavoro è quella di offrire un menù che può variare a seconda della stagione, che si rinnova di volta in volta, ma sono convinto che il merito va anche alla qualità dei prodotti che personalmente acquisto freschi ogni giorno. Il piatto che riscuote più successo è sicuramente il baccalà e la ricetta più apprezzata dai miei clienti è una versione di baccalà alla brace con pomodorini, su letto di purè di patate ed una fresca nota di zenzero. L’opportunità di lavorare all’estero per diversi anni, dapprima come cameriere e poi come cuoco, è stata decisiva: è un esperienza che raccomando fortemente ai giovani che desiderano mettersi in gioco, in quanto permette di confrontarsi con altre culture e stili di vita che offrono la possibilità di crescere ed acquistare una formazione più completa.”


LG: Quanto è stato decisivo per il tuo successo il sodalizio lavorativo con tua sorella Rosaria?
T: “I miei genitori erano molto impegnati nella gestione del ristorante di famiglia e Rosaria sin da bambina si è presa cura di me che sono di qualche anno più piccolo. Questo ha permesso di instaurare un bel rapporto tra di noi che con il tempo è cresciuto e si è consolidato anche sul piano lavorativo. Sapevo di poter contare sulla sua disponibilità ed ho sempre avuto piena fiducia nelle sue capacità. E il tempo mi ha dato ragione! Riconosco che il contributo di mia sorella Rosaria è stato fondamentale per il mio successo. Oggi lavoriamo ancora insieme anche se Rosaria oltre a darmi una mano in ristorante si occupa anche dell’adiacente locale Bar Tabaccheria.”


LG: Rosaria, volevamo rivolgere una domanda anche a te. Com’è lavorare con tuo fratello Tonino?
R: “Da piccola sono stata io a badare a lui, ma con il tempo il rapporto si è invertito. Fu Tonino a partire per primo all’estero per lavoro, e dopo poco anche io l’ho seguito perché volevo continuare ad offrirgli il mio aiuto. “The Boss”, come lo chiamo affettuosamente io, è una persona molto sicura di sé, decisa, ma al tempo stesso umile, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da imparare per migliorare e aggiornare la cucina ed il ristorante. Sua è stata l’idea di apportare dei cambiamenti anche nel locale a partire dalla scelta dei colori, delle luci, dei piatti e delle stoviglie. Ed io lo appoggio in pieno.”