Lunedì 10 Dicembre 2018, 00:33

Globalizzazione il male del XXI secolo?

Autore: Dott. Massimo Fienga | Pubblicato Giugno 2015 in Attualità

Negli ultimi 15/20 anni ci sono stati, nel mondo, notevoli cambiamenti che hanno portato un forte interscambio (Import/Export – servizi globali – informazione tramite internet ecc.).

Analizziamoli singolarmente.
Diminuzione del rischio cambio (valute): in effetti oggi le monete “trattate” sono principalmente 4, Il Dollaro Usa, l’Euro, il renmimbi (o Yuan) della Cina e lo Yen del Giappone. Queste quattro monete superano il 90% degli interscambi invitando le multinazionali a diversificare in queste quattro macroarie le loro produzioni.
Velocità dei mezzi di trasporto: la notevole velocità in termini di tempo e di spesa trasporto avvantaggia l’import/export tra paesi distanti tra loro.
Utilizzo di internet: notizie in tempo reale, transazioni globali velocissime, mezzi di informazione globale.

Cosa Avviene?
Forte concorrenza, scelta ampia, migliore qualità, “prezzo finale” favorevole. A tali vantaggi si aggiunge una riduzione dell’inflazione dovuta ai punti sopra descritti. Le dimensioni delle società devono essere sempre più grandi, diversificate per prodotti e per aree geografiche, il tutto per offrire vantaggi e, di conseguenza, essere concorrenziali.

Chi ci rimette ?
Spesso l’artigianato, la piccola e media impresa per la difficoltà ad essere competitive su un mercato fortemente concorrenziale basato sulla grande produzione globale.
Nascono, così, idee e relative società del tutto nuove, alcuni esempi: Uber, Car Sharing, Bla Bla Car, Starbytes, Scambiocasa ecc. Cioè: scambio “di cose” creando servizi internazionali in tempo reale. Tutto tramite internet, attraverso “mezzi in comune”; esempi: prestare la propria casa quando si è fuori, fare un viaggio in comune in auto dividendo le spese, interscambio macchine e utensili tra varie grandi imprese di costruzione, ecc. ecc.

Ma quali sono gli aspetti negativi ?
Ogni singolo paese mantiene le proprie regole interne anche su interscambi internazionali. Questo atteggiamento è un segnale di “chiusura” per regolare in maniera seria e precisa il mercato globale e la relativa negoziazione. Quindi ci sono poche vere regole, uguali per tutti i paesi, per avere una giusta negoziazione e un valido e serio interscambio internazionale.

Le conseguenze ?
Grandi transazioni finanziarie delle Banche di Affari che lucrano e speculano creando spesso danni di notevole portata all’utente finale - disorientato e non tutelato.
Speculazioni finanziarie che si estendono (non solo su obbligazioni/azioni/valute) anche su materie prime quali: petrolio (valore del barile – brent), oro, argento, rame ecc.

Si può pensare e dire: questo è “il Libero Mercato”. Quale libero mercato...?
Se per pagare il brent si accetta UNA SOLA moneta (il dollaro Usa)? In verità il mercato può essere libero anche con regole internazionali, regole basate sulla correttezza e sui relativi giusti comportamenti rendendolo più serio, trasparente ed “omogeneo”. Non avendo tali regole avvengono speculazioni, malversazioni a scapito di società oneste e serie e a sfavore dell’acquirente finale, oltre a creare, una sovrapproduzione delle merci.
Questa “confusione” tra i vari paesi può, inoltre, creare (come capitato attualmente) crisi economiche.

Di conseguenza:
Regolamentazioni e controlli seri e continui senza penalizzare lo scambio internazionale, la globalizzazione e il libero marcato.