Domenica 16 Dicembre 2018, 15:48

Come fa Google Maps a sapere se c'è traffico?

Autore: Luca Ricciardi | Pubblicato Settembre 2016 in Cultura

Google Maps è il navigatore più usato al mondo. Tom Tom e Garmin con l’avvento degli smartphone ormai non vengono più usati se non per i viaggi all’estero, dove le connessioni dati in roaming sono ancora molto costose, visto che permettono una navigazione con mappe offline.
Google mette a disposizione mappe ed indicazioni sempre aggiornate, anche grazie alle segnalazioni degli utenti e tutto senza dover pagare, nemmeno per poter avere le indicazioni in tempo reale del traffico, cosa molto utile in percorsi cittadini o quando ci si trova imbottigliati nel traffico dovuto ad un incidente.

Ma come fa Google Maps a segnalare con molta precisione ingorghi e code in tempo reale? Su cosa si basano i suoi dati?

La risposta è molto semplice. Siamo noi a fornirli. Quanto attiviamo il GPS per navigare con Google Maps i dati che noi riceviamo allo stesso tempo vengono trasmessi ai server Google. Ma cosa inviamo? La nostra posizione, la velocità, il tempo percorso in quel determinato punto. Grazie a questi dati che noi inviamo durante l’utilizzo dell’applicazione, Google riesce a determinare quante auto si stanno muovendo su una strada e a che velocità. Con un algoritmo essa riesce a determinare se c’è una coda o un rallentamento. Facciamo un esempio: se stai percorrendo l’autostrada con limite di velocità 130 Km/h e su un percorso di 1 km ci sono 10 auto che transitano in 1 minuto, la strada verrà dichiarata libera. Se ne transitano 300 ma tutte a velocità costante di 130 Km/h non verranno dichiarati ingorghi. Se la velocità media scende, magari a 90 Km/h (con limite a 130 km/h) verrà segnalato traffico. Se su quel tratto invece la velocità rilevata è 5 km/h verrà segnalato un ingorgo e/o un incidente (nel caso di autoveicoli fermi). Il sistema calcola anche il tempo di attraversamento del punto critico e lo segnala agli altri utenti che usano Google Maps nella stessa zona.

Ovviamente i dati che trasmettiamo possono essere usati da qualsiasi ente, azienda o persona che ne può aver bisogno (teoricamente in forma anonima). Ma come si dice, tutto ha un prezzo!