Sabato 12 Giugno 2021, 17:16

Lina Sastri, tutta la passione di Napoli

Autore: a cura del dott. Carlo Alfaro | Pubblicato Gennaio 2021 in Attualità

Lina Sastri, vero nome Pasqualina Sastri, è nata a Napoli, nel quartiere napoletano Vicaria in via degli Zingari, il 17 novembre 1950. No, è poco dire “è nata a Napoli”. Lina “è” Napoli. E come Napoli, è Arte. Attrice di cinema, televisione e teatro, cantante, performer, autrice, regista, animale da scena, divina interprete della grande tradizione culturale del suo popolo. Nella sua strepitosa carriera, iniziata con Eduardo De Filippo, ha lavorato con tutti i più grandi.
A teatro, ha lavorato con Giuseppe Patroni Griffi, Armando Pugliese, Roberto De Simone, Francesco Rosi, Luis Pasqual, Emanuela Giordano, Piero Maccarinelli e molti altri, conquistando il Premio Ubu e il Premio Curcio. Passando dai classici al musical, al teatro moderno, è stata Filumema Marturano, Margherita Gautier, Elettra, Ecuba, Maria Maddalena, Medea, Bernarda Alba, Jenny delle Spelonche, la Figliastra, la Donna del mare, Gilda Mignonette, Giovanna D’Arco, e molti altri personaggi del teatro classico e contemporaneo.
Al cinema, ha lavorato con registi dello spessore di Nanni Loy, Nanni Moretti, Gianfranco Mingozzi, Carlo Lizzani, Ricky Tognazzi, Damiano Damiani, Giuseppe Bertolucci, Pasquale Squitieri, Giuseppe Tornatore, Woody Allen, John Turturro, Fabrizio Bentivoglio, Pupi Avati, collezionando tre David di Donatello (due come migliore attrice protagonista, per “Mi manda Picone” di Nanni Loy nel 1984 e “Segreti segreti” di Giuseppe Bertolucci nel 1985 e uno come migliore attrice non protagonista, per “L’inchiesta” di Damiano Damiani nel 1987) e due Nastri D’Argento. In televisione è stata protagonista di fictions indimenticabili come “La Bibbia”, “Santa Rita da Cascia”, “Don Bosco”, “San Pietro”, “Nati ieri”, “Assunta Spina”, “Onore e Rispetto” e di numerosi film per la tv.
Ha inciso numerosi album di canzoni napoletane; nell’album “Concerto Napoletano” sono raccolte le più prestigiose e storiche canzoni napoletane del secolo, interpretate dal vivo in uno spettacolo del 2005. Nel 2000 ha inciso il brano “Sole, Cielo e Mare” in trio con Gigi D’Alessio e Peppe Barra. La sua fama di cantante ha raggiunto persino il Giappone, dove ha prodotto l’album “Live in Japan”, che contiene un brano interpretato in giapponese. Ha duettato con Caetano Veloso, D.D. Bridgewater, Ray Charles.
Nel giugno 2011 è stata insignita del titolo di “Commendatore al merito” dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A New York è stata nominata “Ambasciatrice Italiana del teatro”. Nella Pasqua del 2013 è stata la voce recitante della Via Crucis alla presenza del Santo Padre Francesco, trasmessa in mondovisione.
I suoi spettacoli teatral-musicali, che ha portato sui palcoscenici di tutto il mondo, scritti, ideati e prodotti da lei, sono qualcosa di unico, in cui domina la scena tra recitazione, canto e danza, mischiando l’interpretazione appassionata del repertorio di classici napoletani con l’intimo viaggio nell’universo della sua eccezionale storia di donna e artista. Il pubblico resta stregato dalla passione, il pathos, il suo modo speciale e irripetibile di stare sul palco comunicando emozioni, evocando ricordi, suscitando sogni.
Con lo spettacolo “Appunti di viaggio – Biografia in Musica”, è stata ospite della rassegna “Le Notti e il Mare” a Sant’Agnello, che ho avuto l’onore di presentare. Amante delle sfide, pronta a mettersi sempre in gioco, ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1992 con “Femmene ‘e mare”, mentre nel 2020 ha preso parte alla quindicesima edizione di “Ballando con le Stelle”, in coppia con il ballerino Simone Di Pasquale.
A fronte di una carriera costellata di grandi successi, la sua vita è stata piena di mancanze. Lei e suo fratello crebbero in una famiglia alquanto problematica. I suoi genitori, avendo la seconda elementare, non vollero che studiasse. Il padre, dopo aver abbandonato la famiglia, si trasferì in Brasile dove intraprese altre due relazioni dalle quali ha avuto rispettivamente altri due figli, che Lina non ha mai conosciuto. L’uomo è morto in Brasile senza aver mai visto uno spettacolo della figlia, mentre la madre Ninetta si è ammalata di Alzheimer prima di morire. A lei l’artista ha dedicato il romanzo breve “La casa di Ninetta”, dal quale ha tratto un suggestivo monologo teatrale. Da bambina, sognava di prendere i voti e diventare monaca, ma a 17 anni si trasferì a Roma dove iniziò a lavorare a teatro. Dopo una passione infelice con il pittore e scultore Alessandro Kocochinski, che sposò un’altra, è stata sposata solo per sei mesi con un argentino di nome Ruben quando aveva 35 anni. Non ha avuto figli. Anzi, ne ha avuti tantissimi. I suoi film, i suoi spettacoli, i suoi dischi. E i suoi fans.