Martedì 29 Novembre 2022, 12:09

A Piano uno spettacolo in ricordo di Piero Pepe

Autore: a cura del dott. Carlo Alfaro | Pubblicato Ottobre 2021 in Attualità

Lo spettacolo E STELLE LUCENO- MUSICHE DI LIBERTA’, tenutosi il 25 agosto sulla terrazza di Villa Fondi, è stato un omaggio, sentito, commosso, intenso, ma anche festoso, all’indimenticabile maestro Piero Pepe, tra le pietre miliari del teatro classico napoletano, scomparso all’inizio dell’anno.
L’evento, curato da uno dei suoi più stretti collaboratori artistici, il musicista Salvatore Torregrossa, si inscrive all’interno della ricca rassegna estiva del Comune di Piano di Sorrento firmata dal sindaco Vincenzo Iaccarino, dall’assessore alle Attività culturali e Iniziative speciali Carmela Cilento e dal responsabile ufficio cultura Giacomo Giuliani. Alla realizzazione della magica serata hanno collaborato la Proloco e la Consulta delle attività sociali e dell’istruzione del Comune di Piano, con il particolare impegno della professoressa Miriam Perfetto, molto devota al compianto mattatore, interprete, caratterista. Tra i numerosi spettatori, la moglie Linda e i figli Domenico e Ferruccio, tanti colleghi, parenti, amici ed estimatori del grande attore. Ha aperto la serata il regista e attore Gabriele Saurio, con un testo di Viviani, “Il Testamento”, poi tanti brani musicali, oltre venti, da Bregovic a Battiato, a Gozanguinham, a Bennato, a testi inediti scritti durante il lockdown da Salvatore Torregrossa e Mauro Marsu. In scena Rosalba Alfano, Mauro Marsu, Salvatore Torregrossa, Antonello Buonocore e Pasquale Ferraioli, tra canti, suoni, letture, ricordi, emozioni. Lo spettacolo si è concluso con un monologo scritto e recitato da Gabriele Saurio, “La sua casa Comandante”, dove ha esaltato la figura di Piero, definito il Comandante, il Maestro che con una la sua profonda umanità ha saputo diffondere cultura e trasmettere valori.
Piero iniziò la carriera giovanissimo al Teatro Sannazaro con Luisa Conte e Nino Taranto, per poi lavorare con tutti i più grandi del secolo: Roberto De Simone, Eduardo De Filippo, Armando Pugliese, i fratelli Maggio, Antonella Steni e Riccardo Garrone, Carlo Croccolo e Cochi Ponzoni, Mario Valdemarin, Vittorio Caprioli, i fratelli Aldo e Carlo Giuffrè, Giuseppe Patroni Griffi, Isa Danieli, Massimo Ranieri e tanti altri.
Con i fratelli Giuffrè è stato in tournée per trent’anni in tutti i principali teatri italiani. Con “La Fortuna con la Effe maiuscola” ha raggiunto le 700 repliche, con “Natale in Casa Cupiello” le 400 repliche. Ha anche fatto tv (tra cui “Il ricatto”, “La Squadra”, “Capri 3”, “Complotto di famiglia”, “Il Professore”, “I Cesaroni”, “Big Ben”) e cinema (tra cui “Scugnizzi” e “Pacco, Doppio Pacco e Contropaccotto”).
E’ stato anche attore radiofonico e doppiatore, autore di testi cabarettistici, radiofonici e teatrali, ha fondato e diretto dal 2007 l’Accademia teatrale per giovani talenti “La Nuova Bottega” a Sant’Antonio Abate. Assieme a Saurio, Piero Pepe nell’ultimo periodo della sua vita si è speso a portare il teatro nelle scuole, per trasmettere alle nuove generazioni messaggi di cultura, pace e bellezza. Per Piero il teatro era qualcosa di sacro che necessita all’essere umano per esprimere l’essenza della sua presenza nel mondo, abbattendo confini, attraversando frontiere, unendo culture. Il teatro in questa accezione così alta diventa fra l’arte più idonea, come disse Paolo Grassi, a parlare direttamente al cuore e alla sensibilità della collettività. “Il Teatro è un grande strumento di educazione dell’anima”, ha detto Enzo Moscato, e l’arte teatrale di Piero Pepe ne è stato luminoso esempio.
La grandezza della sua carriera, del suo talento, della sua umanità e del suo impegno fanno di Piero Pepe un vero Maestro, da prendere e mostrare a modello. Un maestro che amava con viscerale passione la sua materia, che sapeva comunicarla, trasmetterla, coinvolgere gli altri, colleghi e spettatori, che si metteva sempre in gioco, con umiltà ed entusiasmo, che era capace di donare con altruismo, confrontarsi con sensibilità, rinnovarsi con curiosità. Per questo, mancherà sempre.