Martedì 18 Dicembre 2018, 15:50

Attenzione ai tacchi alti

Autore: Dott. Francesco Di Maio | Pubblicato Maggio 2016 in Salute

Che passione! I tacchi alti slanciano le gambe, rendono attraente la figura, fanno sentire bene. Ma l’uso continuativo di scarpe con i tacchi, però, ha i suoi effetti collaterali, causando spesso problemi seri. Perché? 

I tacchi, alzando il tallone, sbilanciano il corpo in avanti. Per evitare di cadere è necessario inarcare la schiena portando indietro la parte alta del tronco. In questo modo i glutei sono più sporgenti e la gamba è più slanciata, la curva lombare è accentuata e il torace è più esposto in avanti. Anche l’andatura è più sinuosa, perché a ogni passo il corpo ondeggia per trovare stabilità in una posizione che non è naturale.
In questa situazione si ha senz’altro un vantaggio in termini estetici.
Ma in termini di salute, quanto costa portare i tacchi alti? Studi scientifici confermano che le donne che hanno l’abitudine di indossare tacchi alti riportano alcuni danni alla salute di piedi, gambe, schiena e collo.

Schiena
Il mal di schiena che si può manifestare quando si portano i tacchi alti è dovuto al fatto che il corpo deve adattarsi al nuovo equilibrio. La compensazione a livello della schiena non è fisiologica e può portare prima a mal di schiena, in genere causato da contratture muscolari, e alla lunga a vere e proprie degenerazioni articolari (protrusioni, ernie, ecc).

Polpaccio e tendine di Achille
Utilizzando di frequente scarpe con i tacchi si accorciano i muscoli del polpaccio che a lungo andare possono contrarsi in modo cronico, sollecitando il tendine di Achille e causando dolori cronici ai talloni. Se soffri di frequenti di mal di schiena, dolori al collo, alle ginocchia o ai piedi, causati dal continuo utilizzo dei tacchi alti, non è detto che devi necessariamente bandire dal tuo guardaroba quelle calzature che tanto ti piacciono. In situazioni del genere, per contrastare gli effetti negativi dei tacchi alti, puoi trovare sollievo con la fisiokinesiterapia. Utile per curare malattie delle articolazioni, la fisiokinesiterapia consente un completo recupero delle attività, altrimenti bloccate o limitate. Contribuisce, inoltre, allo scioglimento della tensione muscolare e può essere praticata senza limiti di età. Questa terapia è molto spesso associata a trattamenti di massoterapia, idonei per riattivare la circolazione sanguigna della pelle e dei muscoli, in modo tale da impedire la comparsa di edemi o versamenti.

Esistono 2 tipi di fisiokinesiterapia:
passiva: è il terapista ad esercitare particolari tecniche sul paziente per gestire in modo efficace il movimento della parte del corpo interessata, mentre il paziente rimane passivo;
attiva: in questo caso è il paziente a compiere determinate azioni o movimenti dietro indicazioni del terapista, tramite l’utilizzo di elastici, palloni, bastoni, tappetini etc.