Venerdì 22 Novembre 2019, 21:02

Adolescentologia cos’è?

Autore: a cura di S.R. | Pubblicato Agosto 2019 in Salute

Parliamo di questa nuova branca della Medicina col dottor Carlo Alfaro, che è Consigliere nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza.
Perché è importante l’esistenza di una figura specializzata nella cura degli adolescenti?
Perché quello che succede a questa età è un’ipoteca sul futuro: è dimostrato che i comportamenti e le abitudini acquisite nella seconda decade della vita di una persona influenzano il resto della vita, quindi una buona partenza può condizionare tutta l’esistenza. D’altro canto, in adolescenza ci sono delle peculiarità biologiche e neuro-psicologiche proprie di quest’epoca di transizione, che la complessità della società odierna ha reso ancora più difficili da comprendere e sostenere, creando nuove sfide per i Medici chiamati ad occuparsi di questa cruciale fase della vita. L’adolescenza è una fase della vita caratterizzata da un insieme di modificazioni di natura fisica, psicologica e comportamentale cui si accompagnano anche cambiamenti cognitivi ed emotivi atti alla costruzione di una nuova identità e all’acquisizione di autonomia.
Cosa spinge i giovani verso il rischio e la ricerca di sensazioni forti?
La tendenza propria degli adolescenti “a cacciarsi nei guai” è condizionata dalla immaturità dello stadio di sviluppo di alcune parti del cervello deputate al controllo assennato delle decisioni, che si sviluppano molto più tardi delle aree implicate nella soddisfazione immediata degli impulsi e istinti. Ciò genera il comportamento dominato dalla ricerca della ricompensa e di un piacere immediato. Inoltre, il loro cervello si sovraeccita al pensiero di un possibile esito positivo di un comportamento pericoloso, che implica il rischio della perdita e la soddisfazione di “cavarsela” (la “ricompensa”).
Tra le sfide più urgenti della cura degli adolescenti oggi c’è l’epidemia di obesità, vero?
Sì…un rapporto pubblicato quest’anno dalla prestigiosa rivista The Lancet, che ha monitorato, in 195 Paesi, lo stato di salute dei giovani tra 10 e 24 anni dal 1990 al 2016, ad opera di una specifica Commissione di esperti, oltre a sottolineare come il numero di adolescenti nel mondo sfiori oggi gli 1,8 miliardi, il più alto mai registrato nella storia, segnala che i giovani obesi o in sovrappeso sono aumentati del 120% rispetto a 25 anni prima. In Italia la prevalenza di obesità/sovrappeso è risultata del 19,1% tra le ragazze e del 31,3% tra i ragazzi. Oltre a ciò, dalla relazione emerge che sono aumentati anche i tassi di anemia, a conferma del fatto che sussiste un problema generale di malnutrizione nei giovani. Queste cifre sulla prevalenza di obesità e sovrappeso sono allarmanti. Anche se ovviamente l’obesità non è una malattia contagiosa, si sta parlando di “epidemia” per la velocità con cui stanno aumentando i casi in età infantile, in Italia come negli altri Paesi Occidentali, e al Sud più che al Nord (la Campania è al primo posto). I problemi principali sono due, indipendenti e concomitanti: i modelli alimentari scorretti, che tradiscono i principi millenari della dieta mediterranea di cui dovremmo storicamente essere i paladini, contaminandola col consumo di cibo spazzatura, molto lontano dalle 5 porzioni di frutta e verdura al giorno che gli esperti di alimentazione raccomandano, e la vita dei giovanissimi sempre più sedentaria, consumata davanti allo schermo del telefono, computer o televisione. Purtroppo, i dati ci dicono che, al di là delle due ore scarse settimanali previste dal calendario scolastico, quasi la metà dei ragazzi italiani non praticano alcuno sport, e molti di questi, soprattutto al Sud, ed è davvero grave, non possono praticare attività sportiva extrascolastica per motivi economici.
Il ruolo di internet sembra essere diventato cruciale nella realtà degli adolescenti di oggi…
Assolutamente sì. Internet è diventato parte integrante della vita delle nuove generazioni. Quella attuale è una generazione di adolescenti cresciuta in una società in cui l’essere connessi rappresenta un’esperienza connaturata alla quotidianità, come un dato di fatto della vita. Il web, soprattutto attraverso i social network, è per loro una finestra sul mondo, ma anche uno strumento per conoscere persone e gestire le relazioni, trasformandosi nella via di ingresso in una “second-life” virtuale che sembra competere sempre più vittoriosamente con la vita reale, attraverso una connessione ‘H24’. Nel 2010 per la prima volta si è verificato il sorpasso, come medium preferito dei giovanissimi, di Internet sulla televisione. Negli ultimi vent’anni, la percentuale dei ragazzi che si connette a Internet abitualmente è passato dal 5 a pressoché il 100%. Attualmente c’è stata la migrazione, per l’utilizzo di Internet, dal computer allo smartphone, che consente di avere Internet sempre a portata di mano, in qualunque momento della giornata, e rende molto più difficile il controllo da parte dei genitori. Tra i social, oggi per gli adolescenti facebook è in declino, quasi una facciata per genitori e parenti che si illudono così di tenere sotto controllo i figli, mentre la stragrande maggioranza usa Whatsapp come un social; molto gettonato Instagram, trionfo dell’esibizionismo nella società delle immagini. Molti adolescenti usano connettersi fino a tarda ora, o anche la notte, con conseguenze negative sulla salute come cefalea, insonnia, scarso rendimento scolastico. Ma questo non è l’unico problema: quello principale è che gli adolescenti sono dei grandi esperti di tecnologia, ma sono sprovvisti di esperienza reale, poco attrezzati per difendersi e proteggersi dal carico emotivo e i rischi del confronto con sconosciuti. E la loro spasmodica ricerca di “like” non fa che accrescere insicurezza e fragilità. Perciò dobbiamo spingere i nostri ragazzi a uscire, fare sport, confrontarsi con gli altri, mettersi alla prova: insegnarli che la vita si impara vivendola.
All’uso distorto di internet si associa anche il fenomeno del Cyberbullismo?
Certamente. L’uso intenso che i giovani fanno del web ha trascinato il bullismo in rete, con conseguenze devastanti, perché la vittima viene umiliata in forma globalizzata. Le ferite del cyberbullying sono terribilmente profonde e dolorose, perché il mondo digitale, che noi adulti crediamo solo virtuale, è vissuto come del tutto reale dai ragazzi. Il bullismo fa male a tutti, vittime, bulli, spettatori, famiglie, contesto scolastico, perché crea dolore e diffonde il male. Serve un intervento di tutte le agenzie educative, dalla famiglia alla scuola, attraverso una strategia comune.
E’ molto sentito il problema delle dipendenze da sostanze di abuso?
Droga, fumo, alcol, vengono molto usati dai giovani sia come “facilitatori” delle emozioni e delle relazioni sociali sia per omologarsi al gruppo. Come dicevo prima, è comune in fase adolescenziale la ricerca di sensazioni forti e di esperienze ad alta tonalità emotiva e trasgressiva, il che può tradursi nella maggiore vulnerabilità all’accesso a sostanze di abuso. Aumentano oggi il poli-consumo di sostanze psicoattive, o pratiche pericolose per la salute come il binge drinking (il consumo di grandi quantità di alcol in poco tempo) e la drunkoressia (bere eccessivamente dopo digiuno prolungato), spesso responsabili di intossicazione acuta da alcol. Il consumo eccessivo di sostanze psicotrope comporta elevato rischio di devianza mentale nei giovani, non a caso si segnala un crescente aumento dei disturbi neuropsichiatrici. In Italia, la sostanza illecita più diffusa è la cannabis, con una percentuale più alta rispetto al resto d’Europa (27% contro il 16%), e in netto aumento rispetto al 2011 (era del 21%), seguite da altre sostanze conosciute, come amfetamine, ecstasy, cocaina, eroina, Lsd, ma il vero boom è rappresentato dalle nuove droghe che vengono quotidianamente immesse sul mercato, definite NPS , “nuove sostanze psicoattive”, che, benché pongano rischi per la salute comparabili a quelli delle sostanze illegali già note, spesso eludono le normative vigenti in materia di diversi Paesi, rendendone difficile il riconoscimento e di conseguenza l’approccio, non essendo ancora inserite nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope controllate dalle Nazioni Unite.
E il sesso?
Le statistiche dicono che entro i 19 anni la maggioranza dei giovani ha avuto la sua prima esperienza sessuale, indipendentemente dal genere. Ma a questa precocità e disinvoltura non si associa ad adeguata informazione in materia di contraccezione e di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, complice la carenza di educazione all’affettività, alle emozioni e alla sessualità consapevole nelle scuole. Poi internet ha creato una vera rivoluzione fornendo ai giovani la possibilità di sperimentare una sessualità esasperata e trasgressiva, ma solitaria e finta in quanto appunto virtuale. Il sexting (invio on line di proprie immagini erotiche), legato a un uso imprudente e non consapevole dei social network, è un fenomeno che denota un approccio alla sessualità inadeguato, senza adeguato rispetto e protezione di sé, e pericoloso perché le immagini una volta affidate alla rete non sono più soggette al proprio controllo.
Altri rischi di internet?
Il Gambling. Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale sul gioco d’azzardo, tra i nativi digitali il 13% scommette online, che diventa il 17% dei maschi. Il diffondersi del gambling è collegato alla massiccia permanenza degli adolescenti in rete, dove si imbattono nella sempre maggior offerta di siti in cui si gioca utilizzando soldi, nonostante il divieto ai minori di accedervi.
E i disturbi alimentari?
In Italia ne soffrono circa 3 milioni di persone. Anche se il picco si riscontra tra i 13 e i 17 anni, l’età si sta abbassando arrivando fino agli 8 anni. Il nucleo di queste malattie è il bisogno di esercitare un controllo sul corpo e sul cibo, un controllo che diventa patologia, ossessione. L’insoddisfazione per il proprio aspetto e il riferimento ai modelli spesso irrangiungibili proposti dai media, giornali e Tv spinge i giovani ad effettuare diete improvvisate e non controllate, che possono fungere da fattore scatenante di un disturbo psichico latente. In realtà questi disturbi sono un grido di aiuto, la denuncia di una carenza profonda di amore. Anoressia e bulimia sono disturbi molto complessi, spesso chi ne soffre non ammette di avere un problema e quando lo fa non sempre sceglie di affidarsi alle cure. Secondo le ultime stime del Centro italiano disturbi alimentari psicogeni, solo il 40% delle ragazze anoressiche o bulimiche ne è consapevole e ammette di avere un cattivo rapporto con il cibo, di queste solo il 5% decide di iniziare un percorso terapeutico.
E la Scuola?
L’Italia è tra i Paesi europei con il più alto tasso di dispersione scolastica: abbandonano gli studi il 17,6% degli alunni (la media Ue è del 12,7%), quindi siamo ancora molto lontano dall’obiettivo di scendere sotto il 10% che l’Unione Europea ha posto per il 2020. Le maggiori criticità riguardano i 14-15enni nel transito dalla scuola media a quella superiore. Molti dispersi finiscono per rientrare nella categoria dei Neet, Not (engaged) in education, employment or training: giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, che in Italia, secondo i dati Istat, rappresentano circa il 24% (una quota significativamente superiore alla media europea, pari al 15,9%).
Come si considerano i ragazzi di oggi?
Hanno in generale una bassa autostima, il che comporta altri problemi quali il lasciarsi condizionare dal gruppo, o fare confronti tra il proprio aspetto fisico e quello degli altri. I sociologi dicono che è una generazione di passioni spente, scoraggiata e disincantata. In realtà, sono lo specchio della crisi dei loro genitori, spesso eterni adolescenti anche loro, che hanno abdicato al ruolo di fornire norme e autorevolezza. Ma, dalla mia esperienza quotidiana con i ragazzi, io ho molta fiducia nei giovani e nella loro possibilità di cambiare. Guardate cosa sta creando una ragazzina di soli sedici anni, peraltro autistica, Greta Thunberg, che sta smuovendo con le sue sole forze il mondo per salvare il clima!