Giovedì 13 Dicembre 2018, 03:50

Quanto è importante sentire?

Autore: Marianna Grazioso De Pascale | Pubblicato Ottobre 2016 in Salute

Quanto realmente è importante percepire tutto ciò che ci circonda in ogni singola sfaccettatura?
L’udito ci permette di condurre la nostra vita quotidiana in maniera piena e completa. Ogni giorno della nostra vita, grazie al nostro udito, riceviamo un’enorme fonte di informazioni. Ed è fantastico come un organo così piccolo, eppure così complesso, sia in grado di mantenere il nostro cervello attivo. È soprattutto per questo che è molto importante, ad ogni età, contare su un buon udito e soprattutto prendersene cura!

Ma questo organo così piccolo come è in grado di captare tutti i suoni, dal più vicino al più lontano?
Prima di iniziare con l’orecchio non si può non fare un cenno sul suono. Il suono è una forma di energia meccanica vibratoria che viene generata da un corpo posto in vibrazione. Le vibrazioni prodotte si trasferiscono alle molecole d’aria circostanti con un meccanismo di propagazione della vibrazione. Quindi il suono può essere rappresentato come un’onda pressoria la quale comprime e decomprime l’aria. Tanto è vero che in assenza d’aria non riusciremmo a percepire alcun suono!

L’orecchio, schematicamente, lo si suddivide in esterno, medio e interno. L’orecchio esterno ha la funzione di convogliare, attraverso il condotto uditivo esterno, l’onda sonora alla membrana timpanica e quindi all’orecchio medio. Quest’ultimo ha il compito di trasferire l’energia vibratoria ai liquidi dell’orecchio interno ove avviene la trasformazione dell’energia meccanica vibratoria dell’onda sonora in impulso elettrico che, attraverso il nervo cocleare, è convogliato al sistema nervoso centrale, ove avviene la comprensione del segnale sonoro.

L’orecchio esterno, dal punto di vista anatomico è formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno. Il padiglione auricolare, come un’antenna parabolica, capta i suoni provenienti da tutte le direzioni e li convoglia all’ingresso di questo lungo corridoio definito condotto uditivo esterno.
Il condotto è composto da cute ricca di peli e di ghiandole che producono una sostanza giallognola e densa chiamata cerume che ha lo scopo di proteggere la sottile e delicata cute del condotto uditivo esterno; infatti, il microclima caldo umido è un eccellente ambiente per la crescita di patogeni di ogni tipo. Per tale motivo il cerume che riveste la parete è di grande utilità per la protezione della cute. L’orecchio esterno termina con la membrana timpanica la quale estroflettendosi e introflettendosi sotto gli stimoli acustici trasferisce l’onda sonora all’orecchio medio.

La funzione principale dell’orecchio medio è quella di trasferire e amplificare, mediante un sistema di leve, l’energia vibratoria del suono da un mezzo aereo, l’aria, ai liquidi dell’orecchio interno. Questo sistema di leve è composto da i tre ossicini più piccoli del nostro corpo: il martello, l’incudine e la staffa. I tre ossicini sono intimamente connessi l’uno all’altro. Essendo il manico del martello inserito tenacemente all’interno della membrana timpanica ne deriva che ad ogni movimento della membrana timpanica corrisponde un movimento analogo del martello quindi dell’incudine ed infine della staffa. Tutto il complesso membrana timpanicaossicini è chiamato sistema timpano-ossiculare.

L’orecchio interno infine, è il punto ove avviene la trasformazione dell’energia del suono da meccanica vibratoria a impulso elettrico. È composto da una struttura ossea chiamata coclea, dal greco κοχλίας (chiocciola), che ha la forma dei piccoli molluschi. Dalla coclea si dipartono tanti filamenti nervosi che vanno a costituire il ramo cocleare del nervo acustico - che raccoglie anche la componente vestibolare che avvia impulsi connessi con l’equilibrio, la postura e con i movimenti della testa e del collo - che conduce i segnali elettrici alle aree cerebrali dove il suono viene percepito ed interpretato.
Ogni alterazione a carico di queste porzioni appena descritte può determinare un deficit uditivo, ovvero una riduzione del livello uditivo, con interessamento anche della discriminazione del parlato, di vario grado fino alla sordità.

Spesso non v’è consapevolezza del proprio deficit uditivo.
Mi piace rappresentare quest’aspetto attraverso una barzelletta, ahimè più realistica che mai! Un signore va da un audioprotesista: “Dottore mia moglie non ci sente. Ogni volta devo ripetere le cose più volte, come devo fare?”. L’audioprotesista: “Dov’è il problema, me la porti e vediamo” Il signore di rimando: “Si dottore ma lei dice di sentirci bene che non ha bisogno di nessuna visita per l’udito”. L’audioprotesista suggerisce: “Va bene allora faccia una cosa, quando torna a casa, entrando, sulla porta chieda subito cosa c’è per pranzo? Nel caso non risponda, vada più avanti e rifaccia la domanda fino a che lei non risponde”. L’indomani il signore torna a casa ed entrando dalla porta chiede: “Cosa c’è per pranzo?” …nessuna risposta. Si avvicina ancora un po’ all’ingresso della cucina e richiede: “Cosa c’è per pranzo?”… ancora nessuna risposta. Va dietro la moglie e chiede: “Cosa c’è per pranzo?” La moglie si gira…”C’E’ IL POLLO ARROSTO, E’ LA TERZA VOLTA CHE TE LO DICO!”