Sabato 12 Giugno 2021, 15:58

'Sindrome da ricchezza improvvisa' La (s)fortuna di vincere alla lotteria

Autore: a cura di S.R. | Pubblicato Giugno 2021 in Cultura

Vincite a “giochi” come lotterie e Superenalotto possono nascondere seri pericoli. Non sempre chi viene baciato dalla fortuna vivrà una vita migliore.
Cosa accade nella testa del vincitore milionario? Secondo alcuni studi raccolti, chi vince al Superenalotto o alla lotteria cifre milionarie, finisce per essere infelice o dilapida il bottino. I dati raccolti dalla Società italiana di Psicologia hanno riscontrato che un neomilionario su tre peggiorerà la qualità della vita e sarà vittima di un serio disturbo conosciuto come “sindrome da ricchezza improvvisa”.
Antonio Cerasa, neuroscienziato, ricercatore presso l’IBFM del CNR, spiega qual è il meccanismo che si innesca dopo una vincita milionaria: si prova piacere nella certezza di aver soddisfatto in pochissimo tempo i bisogni primari, cioè quelli fisiologici, e anche quelli secondari, che riguardano amicizia, riconoscimento, stima. Praticamente ritrovandosi all’improvviso travolti dalla fortuna, l’ondata ormonale di endorfine altera la percezione dell’ambiente esterno, e si prova la sensazione di poter fare tutto quello che si vuole. Passata l’euforia inziale l’effetto successivo assomiglia a quello di una droga, si prova assuefazione e nasce il bisogno di aumentare “la dose” di soddisfazioni per sentirsi bene.
Chi pensa “A me non succederà mai, so gestirla” il neuroscienziato Cerasa ha spiegato che è proprio l’idea di non disporre di somme ingenti a portare ad un sano rapporto col denaro. Le somme guadagnate improvvisamente non portano a dare al denaro il giusto valore.
C’è anche un altro rischio concreto quello di dilapidare la propria fortuna. Secondo Lorenzo Dornetti, esperto di neuroscienze, chi vince somme milionarie può sviluppare un senso di colpa per essere diventato ricco e iniziare a compiere gesti plateali nei confronti di amici, parenti e non solo. E così l’87% dei vincitori della lotteria dopo due anni torna povero.