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Rumore: il killer dell'udito

Autore: dott.ssa Marianna Grazioso De Pascale | Pubblicato Febbraio 2018 in Salute

La vita al giorno d’oggi ci impone di passare gran par­te del nostro tempo in ambienti nei quali il “rumore” può essere molto intenso e protratto nel tempo.
Il rumore può provocare danni all’apparato uditivo. L’ipoacusia da rumore può essere causata anche da oc­casionali esposizioni a rumori intensi, ma è soprattutto provocata dall’esposizione protratta per anni al rumore generato dalle macchine in alcuni ambienti di lavoro. Molte attività lavorative sono necessariamente svolte in ambienti con elevata intensità di rumore che, a lungo an­dare, possono portare ad un danno uditivo permanente.
Nel caso delle ipoacusie professionali ci si trova quasi sempre di fronte a rumori che interessano tutto il campo delle frequenze udibili e che si estendono talvolta anche in quello degli infrasuoni e degli ultrasuoni. In queste condizioni la maggior riduzione di udito, prima tempora­nea e successivamente permanente, si osserva sempre tra i 3000 ed i 6000 Hz, più frequentemente sui 4000 Hz.
La sintomatologia inizialmente si presenta alquanto modesta. Capita, dopo i primi giorni trascorsi in ambiente di lavoro rumoroso, che i soggetti inizino a lamentare al termine della giornata lavorativa una sensazione di ridu­zione dell’udito o meglio una sensazione di ovattamento che scompare dopo poche ore. Il ripetersi di questo feno­meno che sembra poco nocivo determina che, nel tem­po, il soggetto non se ne renda più conto e non si accorge nemmeno del progressivo calo di udito sui 4000 Hz fino a che questa perdita non abbia raggiunto un certo valore o che abbia compromesso anche frequenze come i 3000 e 2000 Hz rispettivamente.
Il soggetto percepisce, infine, la perdita uditiva accor­gendosi di avere difficoltà nel sentire alcuni particolari suoni come il ticchettio dell’orologio o il suono del cam­panello, ma soprattutto, avere difficoltà nel comprendere le parole nel corso di una conversazione dove, a causa di una ridotta intellegibilità, si vede costretto a farsi ripete­re le parole. Questi sono inequivocabili segnali d’allarme che devono portare, fin da subito, ad un tempestivo con­trollo dell’udito.