Domenica 21 Luglio 2019, 23:24

L’osteopatia in età pediatrica può essere utile?

Autore: a cura del dott. Silvio Giglio | Pubblicato Gennaio 2019 in Salute

L’Osteopatia pediatrica è il caso più reale di medicina preventiva per il nascituro. Alla nascita, il bambino subisce un trauma causato dal parto naturale, mentre dopo un cesareo c’è la necessità di migliorare il MRP (Movimento Respiratorio Primario). L’osteopata ha il compito di “normalizzare” le disfunzioni che si possono formare a causa di questo evento meraviglioso seppur traumatico quale il parto.
PERCHE’ PORTARE UN BAMBINO DALL’OSTEOPATA?
“I tessuti posseggono una loro memoria” e tutto rimane impresso. Per questo è importante l’osteopatia nei bambini, perché evita che le disfunzioni si strutturino.
Il passaggio della testa del feto lungo il canale del parto determina un modellamento delle ossa craniche ed uno stimolo meccanico essenziale per uno sviluppo regolare di tutto il corpo. Se questo viene a mancare, come in caso di parto cesareo, l’intervento dell’osteopata può rendersi necessario per favorire una crescita il più corretta possibile. La pressione subita dal cranio al momento della nascita può rappresentare un fattore determinante per l’ossificazione delle ossa craniche. Inoltre, la compressione che il cranio riceve nel passaggio nel canale pelvico, può creare irritazioni dei nervi cranici al neonato. In età fetale il bambino possiede una grande malleabilità delle ossa del cranio e, a causa dell’espulsione e delle enormi pressioni cui è sottoposta la testa durante la nascita, questi può subire una deformazione del cranio stesso. Spesso le deformazioni del cranio durante l’espulsione vengono riassestate completamente col passare del tempo. Talvolta questo processo non si verifica in maniera completa se la nascita è stata difficoltosa. Ne conseguono alterazioni di mobilità di alcune ossa craniche, non ancora saldate, e la possibilità quindi di sviluppare disfunzioni a carico del sistema visivo e occlusale. I tessuti conservano spesso le asimmetrie delle pressioni e stiramenti subiti, quindi ogni regione del corpo può essere lesa.
Nel parto cesareo, a causa del gioco di pressioni, si possono riscontrare problemi, infatti vi è una notevole pressione all’interno della pancia ed una quasi nulla nell’ambiente esterno. Il feto, durante il passaggio diretto dall’ambiente fetale al mondo esterno, è sottoposto ad una forza di trazione del cranio in senso trasversale ed una successiva difficoltà di adattamento alle nuove pressioni.
In entrambi i tipi di parto se l’adattamento fisiologico del cranio non avviene, l’osteopata interviene per riequilibrarlo e per permettere una migliore fisiologia, eliminando le disfunzioni ed evitando che queste si possano manifestare in futuro. A seconda della disfunzione cranica presente, nel bambino possono infatti manifestarsi successivamente problematiche specifiche. Allergie, asma, faringiti, riniti, sinusiti, otiti, adenoiditi e difficoltà respiratoria possono essere legate ad un’alterazione del movimento delle ossa del cranio o di una scorretta mobilità del diaframma toracico.
La presenza di disturbi del sonno, suzione difficoltosa, rigurgiti, difficoltà a deglutire, agitazione e irritabilità, coliche possono essere legate ad una tensione o compressione delle suture o dei tessuti membranosi intracranici che tendono a creare un’irritazione di strutture nervose alla base del cranio. Le alterazioni a carico della colonna e del sacro possono dare luogo ad alterazioni posturali che si evidenzieranno durante la crescita come scoliosi, dismetrie e dimorfismi degli arti inferiori (ginocchia vare, valghe, alterazioni dell’arco plantare).
La presenza di emicranie, cefalee, strabismo, cattive occlusioni possono essere legate a lesioni o tensioni delle membrane intracraniche o cranio-sacrali.
IN COSA CONSISTE IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO PEDIATRICO?
In pediatria viene utilizzato un approccio cranio-sacrale molto delicato, ovvero un metodo gentile, non invasivo ed efficace trattamento manuale. L’osteopata controlla il ritmo cranio-sacrale con entrambe le mani e attraverso manovre molto dolci (la forza inferiore ai 3 grammi) riequilibra cranio e sacro.
Alcune volte i bambini liberano le loro emozioni o piangono durante i trattamenti, ma le tecniche non fanno alcun male ai bimbi. L’intenzione è quella di ripristinare l’integrità strutturale e ridare fluidità ai liquidi. Solo allora il corpo potrà mettere in atto il suo potere di “auto guarigione”.
Il neonato subisce un trauma durante il passaggio nel canale del parto. Può capitare che il cranio si presenti leggermente allungato o deviato. Questo non rappresenta una patologia ma, se naturalmente durante i primi giorni di vita extrauterina il cranio non riprende la normale forma, le mani dell’osteopata possono aiutare a riportare la forma del cranio in una situazione più fisiologica.
Dopo una preventiva osservazione del bambino si procede al trattamento dei disturbi funzionali, volto ad alleviare, laddove ci fossero, tensioni alla colonna vertebrale oppure a valutare che il movimento delle ossa craniche sia buono. L’azione dell’osteopata non si limita alla correzione di un osso in rapporto ad un altro, si cerca invece, di restituire ai differenti tessuti le proprie funzioni, una delle quali è la possibilità di rispondere alle sollecitazioni circostanti. Nel bambino il sacro, lo sterno e l’occipite non sono completamente ossificati, il tessuto osseo che forma i centri di ossificazione è molto malleabile e la trama ossea non ha ancora raggiunto la sua densità massimale. L’utilizzo della ventosa può causare stiramenti sulla dura madre e fasciali, responsabili di disequilibri vertebrali.
Sin dalla vita intrauterina il neonato può aver subito dei danni che hanno provocato delle disfunzioni, e le sue dinamiche spesso lasciano lesioni che non si risolvono spontaneamente.
Ad esempio se durante la gravidanza la mamma soffre di lombalgie, sciatalgie, tensioni addominali è molto probabile che tutte le strutture coinvolte non riescano a compensare le richieste di un continuo adattamento dato dalla crescita del feto, per cui il bacino materno non si predispone nella migliore condizione per affrontare il parto e ciò può provocare compressioni anomale e asimmetrie al futuro neonato ancora prima di nascere.
In generale, grazie all’ausilio del trattamento osteopatico, la possibilità di curare sin dalla primissima infanzia malformazioni, scompensi della struttura ossea e disfunzioni dell’apparato membranoso e legamentoso può evitare dolorosi e lunghi percorsi di cura una volta adulti, ragion per cui l’Osteopatia si configura come medicina preventiva e di supporto prima, durante e dopo la gravidanza.