Venerdì 10 Luglio 2020, 20:51

Osteopatia ed Emorroidi

Autore: a cura del dott. Silvio Giglio | Pubblicato Giugno 2020 in Salute

Le emorroidi sono un problema molto diffuso, che interessa circa il 40% della popolazione adulta. Esse sono delle dilatazioni dei plessi venosi che circondano l’ano. Possono essere interne od esterne, e spesso sono causate da una congestione venosa che porta le stesse a dilatarsi provocando prurito, dolore o, persino, andare incontro a trombosi. Solitamente la presenza di emorroidi interne, in osteopatia, indica una congestione vascolare a livello epatico mentre quelle esterne sono spesso dovute ad un sovraccarico venoso intestinale. Un problema di cui molti soffrono ma di cui pochi riescono a parlare con disinvoltura, infatti le emorroidi causano spesso disagi emotivi. Si tratta di piccoli cuscinetti vascolari che costituiscono l’intreccio di vasi sanguigni contribuenti al ricambio del sangue. Nei casi di infiammazione, si ingrossano e provocano dolore. Sono dilatazioni di vene della parete del tratto terminale del retto e dell’ano. La loro gravità si misura in 4 gradi che misurano la gravità e l’entità del prolasso dei rigonfiamenti. Quando le emorroidi sono di grado 3 o 4 solitamente si interviene con la chirurgia per rimuovere i dolorosi cuscinetti.
Le cause risiedono in moltissimi fattori: è sicuramente una componente fondamentale l’alimentazione. Possiamo indicare come cause possibili di emorroidi anche la sedentarietà, gli sforzi eccessivi, la stazione eretta prolungata, la stitichezza o stipsi, il forte stress. Anche l’età avanzata con il conseguente rilasciamento dei tessuti è ritenuta responsabile dell’insorgere delle emorroidi. Le emorroidi sono sviluppi simili a sacchi pieni di linfa e vasi sanguigni e si trovano sempre in congiunzione con i due anelli del tessuto muscolare dello sfintere che proteggono l’apertura del retto verso l’esterno. Le sacche estrudono spesso dall’ano che può essere molto doloroso. Talvolta le emorroidi si trovano più in alto nel canale e rimangono all’interno. Spesso sanguinano, soprattutto quando il rivestimento dell’orifizio anale è irritato e assottigliato. Le emorroidi a volte sanguinano nel sacco e causano una trombosi emorroidaria che è il più fastidioso di tutti i tipi di emorroidi. La stitichezza e la diarrea possono causare lo sviluppo di emorroidi. Anche sforzarsi per far passare il gas può irritare e causare gonfiore e infiammazione associati a emorroidi dolorose.
Le emorroidi esterne sono di colore bluastro-rosso ciliegia, compaiono all’esterno del retto. Le emorroidi interne si trovano all’interno dell’area rettale, causano dolore intenso e sono spesso associate a sanguinamento che è di colore rosso vivo e può essere visto all’esterno del materiale fecale.
Classificazione in 4 gradi delle emorroidi:
Grado 1 - Il sangue è il sintomo principale (senza prolasso anale).
Grado 2 - Prolasso durante il movimento intestinale, ma si ritraggono all’interno dell’ano dopo il movimento intestinale.
Grado 3 - Dopo che una emorroide sporge, non ritorna dentro senza spingerla fisicamente dentro.
Grado 4 - Un emorroidi è sempre sporgente fuori dall’ano anche senza movimento intestinale.
Secondo la visione osteopatica, le emorroidi rientrano in quella sfera di problematiche che riguardano il sistema vascolare. Proprio per la visione unitaria e olistica tipica dell’osteopatia, un’attenta osservazione porta a includere tra le possibili cause anche lo schiacciamento anomalo di vasi sanguigni collegati con la Vena Porta, quella vena che raccoglie tutto il sangue che si dirige verso l’intestino, passando per il fegato, organo depuratore. In questa visione le emorroidi sono la manifestazione finale e terminale di un problema più lontano. Nel caso in cui una vena affluente alla porta sia schiacciata o soggetta a restringimento atipico e anomalo, tutta la circolazione nel tratto interessato viene rallentata e si verifica la possibilità di depositazioni periferiche (per esempio nel canale anale) e quindi la predisposizione ad infiammazioni, come le emorroidi.
Il trattamento osteopatico può essere un valido strumento per migliorare il drenaggio venoso degli organi addominali, mediastinici e degli arti inferiori, connessi ai plessi emorroidali. Il nostro corpo ci suggerisce di non sederci in caso di emorroidi, tanto che la sedentarietà, una cattiva alimentazione o sforzi fisici eccessivi peggiorano tale problema. Prima di ogni trattamento è opportuna una buona valutazione del disturbo, tramite i sintomi e l’anamnesi del paziente, ed evitare unguenti o terapie sintomatiche che non risolvono il problema alla radice.
Si consiglia sempre in caso di emorroidi, di condurre una vita sana ed equilibrata, stando attenti ad assumere una giusta quantità di fibre alimentari attraverso la propria dieta, evitando vizi come fumo o alcool, eludendo sforzi eccessivi, prendendosi cura della propria igiene intima accuratamente e preferendo biancheria di cotone (materiale traspirante). Altra considerazione di natura osteopatica è quella della posizione durante la defecazione. Secondo norme biomeccaniche che governano l’organismo e il corpo umano, una posizione accovacciata, quella tipica dei bagni alla turca, favorisce una defecazione più semplice e spedita, in quanto in tale postura il sistema degli sfinteri è completamente aperto e pronto al passaggio delle feci. Anche la scorretta abitudine di defecare in posizione innaturale, formando un angolo retto tra arti inferiori e busto, rientra nelle cause plausibili che portano all’insorgere delle emorroidi e rimane comunque una routine che non favorisce la guarigione.
Una volta individuate le cause, l’osteopatia va a curare la persona e non i semplici sintomi che si presentano, manipolando le zone interessate secondo i dettami della pratica osteopatica.

Dott. Silvio Giglio
Fisioterapista Osteopata D.O.m.Ro.I
II Trav. S.Michele 7 - Piano di Sorrento
Cel. 338. 83.17.708