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Cosa sono le faccette e a cosa servono?

Autore: dott. Giuseppe Di Maio | Pubblicato Ottobre 2016 in Salute

Le faccette o veneer sono delle lamine di porcellana molto sottili che, applicate sui denti, in genere quelli anteriori, possono essere utilizzate per migliorare il colore di denti dicromici, modificare la forma dei denti e molto spesso chiudere spazi interdentali antiestetici.
Nascono negli anni Trenta a Hollywood dove il Dr. Charles Pincus, per primo, le utilizzò per migliorare l’estetica dentale delle star del cinema. Erano faccette che restavano incollate ai denti durante le riprese e che venivano rimosse a fine giornata perché non esistevano materiali o cementi in grado di fissarle in modo permanente.
Le faccette vengono incollate ai denti un po’ come si fa con le unghie finte; hanno uno spessore che va dai 0,3mm ai 0,7mm e quindi proprio perché gli spessori risultano essere così esigui, sono da considerarsi minimamente invasive per la bocca e per i denti.
Tra i principali vantaggi delle faccette dentali annoveriamo: un istantaneo miglioramento estetico del sorriso; una soluzione duratura nel tempo e l’assenza di interventi chirurgici invasivi e dolorosi per il paziente.

La loro manutenzione non è molto impegnativa anche se esistono delle indicazioni da seguire per mantenere e prolungare l’integrità di questi manufatti protesici nel tempo quali ad esempio:
• non masticare o strappare cibi duri; evitare di “mordere le unghie”, le penne o tutto quello che potrebbe rovinarle e scheggiarle
• effettuare un’igiene domiciliare almeno 3 volte al giorno per evitare accumuli di placca e tartaro
• effettuare igiene professionale ogni 6-12 mesi
• proteggere i denti con adeguate protezioni se si praticano sport estremi quali boxe, arti marziali ecc…

Per quanto riguarda i costi, secondo il tariffario ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) aggiornato al 2009, il costo delle faccette in Italia varia entro un range compreso fra i 500 e i 1000 euro per elemento. Vi sono differenze statistiche a seconda della regione, con tariffe minime nel Sud Italia e massime al Nord e nelle grandi città. Il costo è giustificato dalla procedura che talvolta risulta complessa e richiede delle spese di laboratorio e di materiali spesso considerevoli.