Martedì 11 Dicembre 2018, 12:27

'Non state parlando ad una piazza. State parlando ad una processione'

Autore: Costanza Martina Vitale | Pubblicato Marzo 2017 in Scelti per te

Pronti per entrare nel vivo della cultura dei contenuti per il marketing? Nei primi due numeri (recuperabili scrivendo a comunichiamoadesso@gmail.com) abbiamo parlato di obiettivi e di target. Bene, queste saranno le nostre due coordinate essenziali per tracciare la rotta del nostro viaggio nella comunicazione.
Senza aver chiaro un obiettivo in mente, un tempo in cui realizzarlo e un pubblico a cui proporre il vostro prodotto/servizio, probabilmente qualsiasi sforzo economico e di energie impiegate sarà stato vano. Per questo motivo mi trovo spesso a investire molto del mio tempo innanzitutto a far comprendere al cliente l’inefficienza di pubblicità una tantum e a casaccio. Questo approccio alla pubblicità è ormai vetusto e improduttivo e non vi consente di misurare il ritorno delle vostre campagne (in gergo ROI, Return On Investiment). Senza contare che il pubblico avrà un’idea di intermittenza legata alla vostra attività, sempre ammesso che siate riusciti a cogliere la sua attenzione.
Questa presenza ad intermittenza è tanto più controproducente quando riguarda un servizio: pensiamo ad un commercialista che tenga costan­temente aggiornato il suo cliente sulle novità in ambito fiscale, un lifecoach che dia consigli di cre­scita personale, un dietologo che dia costantemente consigli sull’alimentazione, ma anche un ristorante, un’azienda informatica, un negozio di vestiti. Ognuno ha una competenza specifica e, quindi, qualcosa da raccontare. Così la vostra attività sarà percepita quo­tidianamente dal cliente, e, soprattutto, gli sarà stata utile ancor prima di consultarvi. Avrete, cioè, genera­to interesse.

Mi pare chiaro, quindi, che siamo di fronte ad un nuovo, importantissimo concetto: la costanza. Solo quando avrete fatto pace con questa esigenza, che passa necessariamente per un approccio diverso nei confronti della comunicazione, potremo approfondire il “cosa”, il “dove” e il “modo” di comunicare.
Di solito a questo punto mi chiedono: “Ma, Costanza, (guarda caso mi chiamo così) significa che devo stare lì, ogni giorno, a pubblicare qualcosa?”. Ovviamente, no. Il discorso è più complesso di così e lo analizzeremo successivamente. Per ora vi lascio con una frase di Bruce Barton, uno dei pubblicitari americani più celebri del Novecento, che disse: “Non potete fare pubblicità oggi e smettere domani. Non state parlando a una piazza. State parlando a una processione”.
E pensate che non esistevano nemmeno i social network.