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Antonio Pedicini: il bello dell'esistenza

Autore: Dott. Carlo Alfaro | Pubblicato Marzo 2017 in Attualità

La ricerca della felicità è in fondo il fine ultimo di ogni azione umana. L’obiettivo più grande di ognuno è provare quell’insieme di sensazioni di benessere, gioia, serenità, appagamento, eccita­zione, ottimismo, soddisfazione, che chiamiamo feli­cità. La felicità psicologica, che non si limita al mero appagamento di bisogni fisiologici primari, consiste nell’armonia interiore che ci consente di godere del bello dell’esistenza. Un libro può diventare un veico­lo per la felicità? E’ quanto cercano di fare i libri di Antonio Pedicini, napoletano, classe 1976. Libri che sono frutto del suo quanto mai doloroso e tormen­tato percorso personale per raggiungere un equili­brio emotivo con se stesso e l’ambiente in cui vive.

Sono libri che aprono nella mente del lettore oc­chi nuovi sulla vita, stimolando pensieri e riflessioni che mirano a liberarlo dal peso della sofferenza e de­gli schemi negativi che gli condizionano l’esistenza, e lo portano ad una crescita interiore che lo metta in contatto diretto con la consapevolezza delle proprie emozioni. Quando si è finito di leggere i suoi libri, si scopre di guardare una realtà nuova, o meglio la stessa realtà di prima con occhi diversi. Soprattutto, con occhi di Amore, verso gli altri ed in primis verso se stessi, imparando a perdonarsi. Pedicini, autore e regista, dopo essersi diplomato con il massimo dei voti al liceo artistico, ha frequentato corsi di regia, sceneggiatura, montaggio ed effetti speciali, scritto racconti, sceneggiature, saggi di cinema, diretto cor­tometraggi.

Il suo primo romanzo, “In viaggio col maestro”, ed. Albatros 2011, racconta con linearità e freschez­za il suo fruttuoso incontro con la filosofia orienta­le, attraverso la storia di un adolescente in viaggio con il suo maestro spirituale, che altri non è che la propria parte interiore più saggia e illuminata, per cui il vero viaggio diventa quello più importante, il percorso interiore alla ricerca di se stessi. L’autore ci conduce, con intensa semplicità, in un percorso di meditazione e di spiritualità che squarcia il velo sul bisogno ancestrale dell’essere umano di compren­dere i misteri della vita. Il protagonista, Tony (il di­minutivo dell’autore), è un sedicenne alla ricerca di una guida, che possa aiutarlo a capirsi e tirare fuori tutto se stesso. Decide di partire, lasciando a casa la madre con cui ha un rapporto controverso, e di co­noscere il suo “mito”: Sirio, maestro spirituale senza alcun alone sacro attorno, ma uomo fra gli uomini. Questi dà a Tony degli input, non delle leggi. Il loro rapporto non è semplice, come tra padre e figlio vi è infatti contestazione e dialettica. Una notte, durante un viaggio in camper, la vettura rimane senza benzi­na e lascia i due in mezzo ad un bosco. La paura del buio, che attanaglia Tony e si fa simbolo della sua paura di vivere, si trasforma in una magnifica espe­rienza. Il cammino di Tony per trovarsi è lungo e ar­duo, ma c’è la sua vita stessa in gioco. Non ci si può tirare indietro. Solo attraversando le tenebre si può godere della bellezza e del calore della luce e, poi, ci sono sempre le stelle ad illuminare anche la notte più scura.

Il secondo libro, “Il diario di Burrasca”, edizio­ni SplendidaMente 2017, nasce dal suo incontro, prima attraverso i libri, poi anche di persona, col fa­moso pensatore “Omar Falworth”, fondatore della “Scuola di psicologia pratica”, e seguitissimo autore di best-sellers e corsi sulla felicità e sul pensiero po­sitivo. Antonio Pedicini, che ha conosciuto sulla sua pelle la depressione, l’ansia, le crisi di panico, ha fatto un lungo lavoro su se stesso per intraprendere la via del cambiamento verso un miglioramento sostan­ziale della personalità, seguendo la strada di “au­tocura” tracciata nei libri di Omar, attraverso la “Alt! Analisi”, che è una tecnica pratica di auto-analisi, e la progressiva consapevolezza delle proprie azioni e comportamenti. Il libro è un lungo diario interio­re, in cui gli spunti delle letture degli scritti di Omar Falworth e di altri suoi allievi vengono continuamen­te confrontati col suo drammatico vissuto emotivo. Un libro che, come la Vita stessa, è “burrasca”, cioè caos, anarchia, ma anche opportunità: “La vita non è partire da A e arrivare a B. La Vita è perdersi…perché la fine coincide sempre con l’inizio e la Vita non ha inizio, non ha fine”. Un libro dove l’oscurità di una mente provata, il dolore di una vita senza affetto e la tristezza delle opportunità non vissute, vengono sublimati in un glorioso inno alla Vita.