Mercoledì 19 Dicembre 2018, 11:10

I Templari e Sorrento

Pubblicato Novembre 2018 in Cultura

Esiste qualche legame tra la città di Sorrento e la sto­ria dei Templari? Sicuramente sì e forse anche più di uno.
Dell’argomento, ancora una volta, si interessano i cu­ratori del sito dedicato a “Il Meglio di Sorrento” che già da tempo hanno avviato la pubblicazione di una serie di testi relativi alla figura di uno dei tre cardinali che, oltre 7 secoli orsono, concessero l’assoluzione agli uomini che, agli inizi del Trecento, detenevano le più alte cariche dell’ordine monastico-cavalleresco.
La notizia di questa assoluzione è abbastanza recen­te perché risale al 2003 ed è stata divulgata dalla storica Barbara Frale grazie alla pubblicazione del libro intitola­to: “Il Papato e il processo ai templari. L’inedita assoluzio­ne di Chino alla luce della diplomatica pontificia”.
La scoperta, da più parti, è stata considerata sensa­zionale perché consente di leggere la storia dei cavalieri rossocrociati sulla cui scomparsa, a più riprese, è stata agitata l’infamante accusa di eresia. Proprio considerati eretici, infatti, gli ultimi templari sarebbero stati messi al rogo dagli aguzzini dall’allora re di Francia “Filippo il Bello”.
In realtà Papa Clemente V nel nutrire forti e motivate perplessità, decise di affidare a tre cardinali il compito di ascoltare i vertici templari e concesse loro la facoltà di assolverli. La qual cosa regolarmente avvenne, anche se, in grandissimo segreto.
Di quella assoluzione, però, è rimasta traccia in un antico manoscritto (compilato nella fortezza di Chinon dove erano rinchiusi gli imputati) che fino ai giorni nostri si riteneva essere andato perduto o, addirittura, non es­sere mai esistito. Il documento che rivela la sconcertan­te verità, invece, è stato a lungo custodito gelosamente nell’Archivio Segreto Vaticano e solo recentemente i suoi contenuti sono stati divulgati al grande pubblico.
Cosa c’entra Sorrento in tutto questo?
E’ presto detto: uno dei tra cardinali che concessero la più volte richiamata assoluzione ai Poveri Cavalieri di Cristo era un sorrentino e si chiamava Landulfo Vulcano (o Bulcano). In realtà questo importante personaggio è stato a lungo al centro di un deprecabile abbaglio e molti nel parlare del Cardinale Landulfo di Sant’Angelo lo iden­tificarono in un appartenente alla famiglia napoletana dei Brancaccio e non, per l’ appunto, a quella sorrentina dei Vulcano. A svelare la verità, però, recentemente è in­tervenuto il sito dedicato a “Il Meglio di Sorrento” che ha in corso di pubblicazione una serie di approfondimenti in grado di dimostrare il fatto che quel celebre Landulfo poteva vantare i suoi natali nella Terra delle Sirene.