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VISTA E POSTURA: COME SI INFLUENZANO A VICENDA

Autore: dott. Ireneo Nefando | Pubblicato Febbraio 2018 in Salute

Che cos’è l’ortottica?
La parola ortottica deriva dal greco “orto”, che significa “dritto” e “optichè” che sta per “atto della visione”. La visita, che viene eseguita da un medico ortottista, mira a diagnosticare l’eventuale presenza di anomalie a carico dell’apparato neuromu­scolare dell’occhio (alterazioni a carico dei muscoli degli occhi, de­ficit dei nervi che comandano i muscoli degli occhi) e le conseguenti alterazioni che da questi derivano (visione doppia, confusione, strabi­smo, ambliopia, anisometropia, paralisi oculari, e ecc), quindi disporre il trattamento adatto al disturbo riscontrato.
Perché sottoporsi ad una visita ortottica?
La relazione fra funzione visiva e postura è di notevole importanza. L’occhio infatti rappresenta una fonte di informazioni fondamentali per la postura. Ogni alterazione visiva ha serie ripercussioni sul sistema tonico posturale, innescando una serie di meccanismi disfunzionali con conse­guente dolore. La miopia, la presbiopia, l’incapacità di convergenza, l’oc­chio dominante, interagiscono tutti sul sistema tonico posturale. D’al­tro canto si verificano anche patologie dell’occhio che provengono da alterazioni posturali: per esempio un trauma articolare ad un piede può “risalire” lungo le catene muscolari, arrivando fino ai muscoli del tratto cervicale della colonna vertebrale, andando così ad in­teressare anche i muscoli oculomotori degli occhi. Tali tensioni sono la causa di dolore, cattive convergenze, miopie, etc.
Nei casi in cui il problema visivo è primario rispetto a quel­lo posturale, il trattamento consisterà in una riabilitazione vi­siva oppure una correzione con occhiali. Quando invece, il difetto visivo è la conseguenza di una disfunzione postu­rale, in questo caso per risolvere il problema bisognerà trattare il disturbo posturale.
Che cos’è l’esame baropodometrico?
Il medico ortottista si avvale dell’esame baropo­dometrico per avere una valutazione approfondita dello svolgimento del passo e determinare probabili alterazioni del passo derivati da problemi del piede, caviglia, ginocchio, anca e tronco. È una metodica non invasiva priva di campi magnetici o radiazioni e consiste nel camminare a piedi nudi su una pedana che tramite dei sensori rileva l’appoggio di entrambi i piedi con i diversi punti di carico.