Sabato 21 Settembre 2019, 17:18

Test dell'udito, perché farlo? chiediamolo alla dott.ssa Tea Maione

Autore: a cura di S.R. | Pubblicato Aprile 2019 in Salute

Questo mese LeggimiGratis ha incontrato la dott.ssa Tea Maione, specialista in tecniche audioprotesiche e Direttore del TEMACUSTICA, primo Centro audioprotesico della Penisola Sorrentina specializzato nella ricerca e la rimediazione degli acufeni.
Alla dottoressa Maione, che ha un’esperienza ventennale nel settore dell’audiologia, abbiamo rivolto alcune importanti domande volte spiegarci l’importanza di prestare attenzione alla propria salute uditiva.

Dott.ssa iniziamo subito con la prima domanda. Perché sottoporsi ad una visita audiometrica?
Gran parte della nostra comunicazione si svolge attraverso il senso dell’udito e gli effetti negativi di un deficit uditivo compromettono seriamente la qualità di vita di un soggetto. Con il passare degli anni l’udito cala in modo graduale e molto spesso in maniera impercettibile, di conseguenza sottoporsi periodicamente ad un esame audiometrico consente di intervenire in tempo utile e prevenire l’insorgere di problemi più o meno gravi. La prevenzione è particolarmente raccomandata nei casi in cui si è esposti quotidianamente a forti rumori, visite audiometriche regolari permetteranno di valutare lo stato di salute uditiva evitando eventuali danni.

In che consiste una visita audiometrica?
La visita audiometrica si effettua in ambulatorio, della durata di circa 30 minuti, permette di individuare eventuali perdite della percezione uditiva tramite un semplice test. Il paziente viene fatto accomodare in una cabina insonorizzata, dove gli verranno fatti ascoltare dei suoni attraverso delle cuffie poste sulle orecchie. Il tecnico audiometrista invia alle cuffie dei suoni partendo dai toni bassi fino ad arrivare a quelli alti. Ad ogni suono percepito il paziente dovrà dare un cenno di consenso premendo un pulsante posto all’interno della cabina. In questo modo il medico potrà determinare la soglia di minima udibilità del soggetto. Esistono due modalità di esecuzione di un esame audiometrico: tonale e vocale.

Quali sono le differenze tra l’esame audiometrico tonale e vocale?
L’ esame audiometrico tonale misura la soglia uditiva per via aerea e ossea, tramite l’ascolto di suoni in cuffia da parte del paziente. I dati acquisiti tramite l’audiogramma devono essere letti dallo specialista e forniscono un’analisi oggettiva, qualitativa e quantitativa dell’udito.
L’ esame audiometrico vocale non si basa più sulla capacità uditiva, intesa come percezione del suono udito, ma sulla voce, e più in particolare sulle parole. Obiettivo di questo specifico esame è assicurarci che il soggetto sia in grado di comprendere e distinguere le singole parole.

È un esame invasivo? E’ necessaria una preparazione particolare?
No, assolutamente! Questo esame diagnostico non è invasivo, non prevede alcuna norma di preparazione e non presenta alcuna controindicazione. Sottoporsi ad un esame audiometrico non è doloroso e non è pericoloso perciò può essere effettuato sia da adulti da bambini. Prima di effettuare l’esame, al fine di una corretta diagnosi, sarebbe opportuno verificare lo stato di pulizia del condotto uditivo ed eventualmente liberarlo da tappi di cerume qualora ce ne fossero.