Mercoledì 25 Maggio 2022, 12:08

Ed ora…respiriamo!!!

Autore: a cura del dott.sa Mariarosaria d’Esposito | Pubblicato Ottobre 2021 in Salute

Lentamente inspira…espira…ancora una volta… ed ora parla, canta, balla, corri o semplicemente rilassati e…lo farai al meglio!
Respirare bene migliora il funzionamento del nostro organismo, la qualità delle nostre azioni, aiuta il cuore e la voce.
Indicata dall’insegnante di ginnastica o di canto, consigliata dal mister di nuoto o solo “sponsorizzata” in qualche programma scientifico alla TV, tutti abbiamo sentito parlare della respirazione diaframmatica.
Ma cos’è e soprattutto cos’ha di così speciale e diverso?
Deve il suo nome al diaframma, il muscolo che possiamo considerare il fulcro del nostro sistema respiratorio.
Già nel suo significato etimologico (diafragma) si fa riferimento a “ciò che sta in mezzo” e che separa; divide, infatti, la cavità toracica da quella addominale.
Il diaframma è situato al di sotto dei polmoni ed ha una forma simile ad una cupola, larga e con convessità rivolta verso l’alto, quindi ai polmoni.
Durante l’atto inspiratorio si orizzontalizza ed, appiattendosi, porta con sé in basso le basi polmonari; la cassa toracica si amplia per introdurre l’aria dall’esterno.
Alla nascita e fin quando non siamo sopraffatti da ritmi di vita troppo veloci ed a volte snervanti, respiriamo così!
Lo fanno naturalmente i neonati e gli animali. Tuttavia la quotidianità, lo stress e la fretta in taluni casi vanno ad intaccare anche la nostra modalità respiratoria. E così accade che, allorquando smettiamo di “concederci” un tempo inspiratorio sufficiente, iniziamo a strutturare modalità scorrette. Viene definita “apicale” o “clavicolare”, perché interessa solo la parte alta del polmone ed ha l’effetto di ridurre il richiamo d’aria dall’esterno. In maniera assolutamente inconsapevole il soggetto con una modalità respiratoria apicale invia l’aria solo alla parte alta del polmone, riducendone enormemente la capacità.
La respirazione diaframmatica, invece, consente un rifornimento d’aria che coinvolge e riempie tutto il polmone, proprio a partire dalla sua base. Un’ispirazione sufficiente ed una buona capacità inspiratoria non solo ci permetteranno di arrivare in cima alle scale senza il fiatone, ma aiuteranno tutto l’organismo a lavorare al meglio, preservando la nostra voce e le nostre corde vocali da eventi patologici.
Ma passiamo alla pratica: iniziamo da una semplice autovalutazione della respirazione.
In piedi, di fronte allo specchio, porta una mano sull’addome, inspira profondamente ed osserva quello che accade. Se all’altezza della fascia addominale non si verifica alcun movimento, ma, al contrario, è evidente uno spostamento delle spalle verso l’alto, allora probabilmente utilizzi una modalità respiratoria apicale, pertanto scorretta.
Niente paura!
Ecco alcuni consigli per “sbloccare” il tuo diaframma. Dieci minuti al giorno da dedicare a te stesso ed alla respirazione rappresentano la condictio sine qua non per arrivare al tuo obiettivo.
Inizia a familiarizzare con il tuo diaframma:
Seduto allo specchio oppure in posizione supina porta una mano sull’addome e sbadiglia più volte. Poni la massima attenzione a quello che senti. Espira. Ripeti l’esercizio e questa volta trattieni l’aria con una breve apnea. Questa semplice tecnica assicura l’appiattimento della cupola diaframmatici e ne favorisce la percezione.
Prova a ridere. Inizia piano e lentamente accelera il ritmo. Anche questa volta l’abbassamento simultaneo del muscolo risulterà facilmente riconoscibile.
Adesso che il movimento diaframmatici risulta più familiare, devi far sì che diventi una conseguenza passiva dell’inspirazione. E come fare? Ancora davanti allo specchio, seduto o in piedi, porta le mani leggermente al di sotto della vita. Inspira lentamente dal naso mantenendo ferme le spalle. Percepisci al tatto un movimento delle fascia addominale? Respira profondamente e riempi completamente i tuoi polmoni.
Ora espira con un soffio lento, possibilmente a gote gonfie.
Ti stupirai di quanto sia semplice, valida ed efficace, anche come pratica per di rilassamento.
Usala, abusane ed impara a considerarla come un “farmaco”, a volte preventivo e talvolta curativo, ma sempre, come direbbe Dario Fo, una “medicina senza effetti collaterali”.

Dott.ssa Mariarosaria d’Esposito
Logopedista
Tel. 338.31.91.494
email: bettyroz@yahoo.it