Domenica 16 Dicembre 2018, 19:06

La presbiacusia e i fischi per fiaschi

Autore: Marianna Grazioso De Pascale | Pubblicato Dicembre 2016 in Salute

La sordità dell’anziano è chiamata presbiacusia ed il suo trattamento consiste nell’uso delle protesi acustiche. Con presbiacusia, quindi, si intende la perdita di udito dovuto all’invecchiamento.
L’invecchiamento è un normale processo fisiologico che comporta importanti modificazioni fisiche, psicologiche e della vita di relazione. La Presbiacusia (dal Greco presbys “anziano” + akousis “udire”), o sordità legata all’età, è la diminuzione dell’udito per effetto dell’invecchiamento e rientra nel capitolo delle patologie degenerative dell’orecchio interno che implica non solo un deficit uditivo (“sento poco” = deficit uditivo), ma anche importanti difficoltà discriminative (“non capisco”= deficit discriminativo), soprattutto in colloqui multipli o in ambienti rumorosi (deficit di attenzione selettiva).
In tale affezione la coclea (una componente dell’orecchio interno facente parte dell’organo dell’udito) è maggiormente interessata e la sua disfunzione è causa non solo di una perdita di sensibilità, ma anche di qualità dell’ascolto con le conseguenti limitazioni di comprensione.
I fattori neuropsicologici coinvolti determinano il rallentamento dei tempi di reazione allo stimolo, la diminuzione delle capacità di apprendimento e la minor efficienza della memoria specialmente quella a breve termine.
Infine subentrano i fattori psicologici, perché sottoporsi ad un trattamento protesico-riabilitativo per la sordità non viene accettato sempre di buon grado per una serie di motivi spesso legati alla personalità dell’anziano.
L’aspetto Importante, comunque, riguarda la tempestività di protesizzazione nell’anziano.
Persone che per molto tempo hanno avuto un udito molto scadente perdono gradatamente la capacità di tradurre i suoni della voce umana nelle parole corrispondenti. E’, come si suol dire, capire “FISCHI PER FIASCHI”.

Tale fenomeno è causato dalla compromissione delle aree acustiche cerebrali che, non ricevendo uno stimolo adeguato dalla vie acustiche, attraversate ormai da tempo da un segnale molto flebile, si disabituano all’ascolto.
E’, quindi, importante non ritardare la protesizzazione. Come nel bambino, la sordità infantile può provocare la non acquisizione del linguaggio se non trattata in maniera adeguata precocemente, così nella persona anziana ciò che man mano con il tempo si va a perdere non lo si recupera facilmente e potrebbe generare un’atrofia cerebrale e conseguente fenomeno di isolamento. Infatti l’anziano tende ad isolarsi al fine di evitare situazioni di imbarazzo legate proprio alla difficoltà di partecipare in conversazioni che risultano sempre più incomprensibili.
Se ciò accade, vuol dire che la perdita uditiva ha raggiunto un livello che viene definito LIMITE D’IDONEITA’ SOCIALE e che quindi è arrivato il momento di attuare il trattamento protesico.