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Baccalaria dove s’incontra una storia, quella del baccalà

Autore: Luca Ricciardi | Pubblicato Giugno 2017 in Cucina

Popolare in cucina ma non troppo valoriz­zato nei ristoranti, il baccalà è uno dei sim­boli della tradizione napoletana e della cucina italiana: si trova cucinato in diversi modi in ogni regione. Un alimento versatile, buono per tutte le stagioni, non solo per il tradizionale menu delle festività natalizie, questo alimento è apprezzato anche in termini di proprietà nu­trizionali; povero di calorie e pieno di proteine è stato giustamente definito a tutti gli effetti un elisir di lunga vita.

Per quanto riguarda la Campania è una delle regioni in cui questa tradizione è più sentita: i na­poletani sono i principali consumatori di baccalà e stoccafisso d’Italia (a sua volta secondo impor­tatore mondiale dall'Islanda da cui il baccalà vie­ne pescato) tanto da essere il protagonista non solo in tavola, ma anche di una simpatica espres­sione diffusa nel linguaggio comune di Napoli e dintorni, “Sie nu baccalà!”, usata per indicare una persona imbranata e ottusa.

Non poteva che nascere qui, nel centro stori­co di Napoli e poco distante dal suo porto, “Bac­calaria” il primo ristorante dedicato interamente al baccalà che propone piatti della tradizione e proposte più innovative tutte a base di questo delizioso pesce. Da un idea del giovane impren­ditore Toti Lange e complice anche l'incontro con lo chef creativo Vincenzo Russo, “Baccala­ria” è il locale che a Napoli mancava per celebra­re sua maestà il baccalà.