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Cos'è e come funziona l'usucapione?

Autore: avv. Patrizia Cappiello | Pubblicato Maggio 2018 in Cultura

La mia famiglia è proprietaria di un appartamento al piano terra di una casa bifamiliare dove il pri­mo piano è di un vecchio zio che viene saltuariamente e, talvolta, fitta la sua abitazione per brevi periodi. Sulla carta il cortile è in comune ma la mia famiglia ne fa un uso esclusivo da quando ero bambino, cioè da oltre venti anni. Il cortile è stato usucapito?

L’usucapione di un immobile è un modo di acquisto della proprietà basato sul possesso continuato nel tempo che consente perciò di superare la mancanza di un contratto che trasferisca regolarmen­te la proprietà. La Corte di Cassazione, decidendo un caso in cui un proprie­tario pretendeva di aver usucapito alcuni locali comuni, ha stabilito alcu­ne regole generali che il singolo deve seguire se vuole che la propria riven­dicazione sui beni comuni sia accolta. Innanzitutto, la Corte ha precisato che il giudizio di usucapione deve essere introdotto nei confronti di tutti gli altri proprietari con apposita domanda. In secondo luogo, l’onere di provare l’av­venuta usucapione è totalmente a carico della parte che assume di aver acquistato in questo modo una parte comune.
Pertanto, al singolo proprieta­rio che pretende l’accertamento dell’avvenuta usucapione su una parte comune spetterà dimostrare di aver posseduto in modo continuo, pacifico e indisturbato per almeno vent’anni l’immobile oggetto del giu­dizio.