Giovedì 13 Dicembre 2018, 19:20

Carlo Alfaro intervista l'artista Lisa Foglia

Autore: dott. Carlo Alfaro | Pubblicato Luglio 2018 in Cultura

Lisa Foglia in arte LotusFlower è una donna di una bellezza autentica e carismatica perché non deriva solo dall’apparenza ma si rivela nell’essenza di un’Artista completa e unica. Co­nosciamola meglio in questa esclusiva intervista per LeggimiGratis.
Lisa Foglia, insegnante, ideatrice e condut­trice di laboratori creativo-emozionali, istrut­trice di pilates, educatrice, creativa, oltre che moglie e mamma…è difficile definirti in un ruolo preciso…tu cosa ti senti di più?
Ciò che sento più forte è il non rivestire dei ruoli, forse il termine che mi identifica meglio è “trainer creativo del qui ed ora” e la passione è il live motive di ciò che faccio e il come. Gli anni di studio e l’approfondimento di più disci­pline è stato fondamentale per la formazione, ma il vero arricchimento professionale è rap­presentato dall’esperienza concreta, maturata giorno dopo giorno difronte a platee diverse per età e sesso. In fondo, ogni essere è alla ricerca del proprio benessere psico-bio-fisico, e il mio compito è aiutare le persone a trovare il pro­prio modo. Oggi la mia esperienza confluisce in un percorso in grado di coinvolgere efficace­mente anche persone della terza età, come con gli allievi del Centro Polifunzionale per la Terza Età “Luigi Fattorusso” di Sorrento.
Sei a Sorrento da soli due anni, ma sei stata ac­colta con entusiasmo e amore in seno alla nostra città. Come sei approdata qui?
Un cambio di vita in direzione della semplicità, una scelta di decrescita che qui, immersa nella na­tura verdeggiante e rigogliosa di Priora, circondata da persone semplici, è stato possibile realizzare. Pur non rinnegando la mia bella Napoli e le mie radici, il mio approdo in Penisola è anche nella speranza di prospettare a mia figlia un futuro migliore.
Nell’ambito delle realtà artistiche della Penisola sorrentina hai instaurato collaborazioni importanti, che ti hanno vista protagonista di tantissimi eventi e iniziative sul territorio. In particolare con l’artista Toni Wolfe è nato un bellissimo sodalizio, vero?
Si, è vero un rapporto autentico e di stima re­ciproca. Gli eventi di questo ultimo anno hanno rappresentato la vetrina per osservare la fusione tra il talento di un’artista riconosciuto come Toni Wolfe e la creatività dell’artista sui generis Lisa Lo­tus confluita in opere apprezzate come “ Frida di Wolfe&Lotus” in Diversabilarte, il Ciucciodifuoco edizione 2017 e i coloratissimi “Tappeti di Sale” tan­to richiesti anche fuori Penisola. Nelle realizzazioni artistiche, nei laboratori proposti, come nel sodali­zio Wolfe&Lotus, è forte il senso di equità, rispetto di sé e dell’altro, e pacifica condivisione.
Parlaci del laboratorio educativo emozionale in età evolutiva finalizzato allo sviluppo del potenziale creativo dei bambini rafforzando autostima e con­sapevolezza, che con strepitoso successo hai realiz­zato presso la scuola d’infanzia del plesso Angelina Lauro in sinergia con le maestre Carla Agrillo e Giu­seppina Di Leva. Come avete integrato le attività del progetto con quelle scolastiche dei piccoli alunni?
Tengo a sottolineare innanzitutto l’importanza dell’incontro con la Dirigente Marianna Cappiello, sensibile e lungimirante, che ha consentito la speri­mentazione del progetto realizzato presso la scuola d’infanzia Angelina Lauro per due anni di seguito, con favorevole riscontro da parte dei genitori. Con Carla e Giuseppina, semplice comunione di inten­ti: entrambe hanno una lunga e luminosa carriera da educatrici della scuola d’infanzia, la loro pecu­liarità è lavorare con il “cuore”: ciò ha determinato che il mio progetto venisse accolto con benevolenza e venisse considerato valore aggiunto alla formazio­ne dei propri allievi. Con una tale intesa non può che esserci armonia e risultato.
In cosa consistono esattamente i tuoi laborato­ri?
I laboratori educativo emozionali e creativi se­guono una struttura ben precisa di tecniche sommi­nistrate attraverso racconti fiabe e musica, finaliz­zate a stimolare la capacità di ascolto e ad allenare la concentrazione, importante aiuto nello sviluppo dell’attenzione. l laboratorio si conclude con una pratica di stimolo all’espressione delle proprie emo­zioni al fine di migliorarne la capacità di gestione, ma anche all’acquisizione di consapevolezza di sé e qui nasce la parte creativa, quella di getto (che non si rifà ad alcun percorso accademico, neanche quando sarà adulto) ma nasce in modo spontaneo dal profondo, attingendo unicamente dal potenzia­le creativo innato in ogni essere, e che nei bambini è espressione di un mondo puro e incontaminato: è Bellezza autentica!
So che ci sono anche esperienze di riciclo crea­tivo/artistico.
Sì, nei laboratori si predilige l’uso di materiali da riciclo per avvalorare l’invito rivolto ai tutti i bam­bini, qualsiasi siano le condizioni sociali ed econo­miche, a poter reperire ovunque l’occorrente per risvegliare “l’artista” che giace dormiente in ogni essere umano.
La scuola oggi è profondamente cambiata, al nozionismo si antepone la volontà di favorire l’e­spressione del potenziale proprio di ogni essere umano, inoltre l’emergere di problematiche come bullismo, BES, disturbi dello spettro autistico, pon­gono i docenti di fronte a sfide nuove e gravose. I tuoi percorsi sembrano tendere a rispondere a que­ste esigenze, rendendo comunque gioiosa la didat­tica. Come ci riesci?
Elevandomi al loro livello. Spogliandomi degli abiti dell’adulto e liberandomi da ogni condizio­namento mentale, mi pongo in cerchio tra loro e partecipo come una di loro, con cuore sincero. I bambini, soprattutto i piccoli, percepiscono tutto, anche ciò che noi tentiamo di mascherare e quan­do si trovano difronte un adulto che è lì, con loro, pronto a mettersi in gioco scevro da preconcetti e in pace con le proprie fragilità debolezze e limiti, non possono che sentirsi a proprio agio, si apre un dialogo che non lascia spazio a differenze di sorta, né ai disturbi e ancor meno ai disagi. Ogni incontro, benché giocoso e divertente, è un allenamento a
prendersi cura di sé, al riconoscimento dei propri bisogni, alla conoscenza di sé stesso con ricadute positive a favore di autostima e consapevolezza. Altro non è che un approccio “olistico” per un risul­tato efficace di inclusività.
Tu fai parte dell’associazione Dritto al Cuore on­lus, che si occupa di intervenire sia sulle opere strut­turali della scuola- orfanotrofio Sita Hiddden Aca­demy Watamu in Kenia, sia dell’assistenza rivolta ai 170 bambini attualmente presenti, di cui 140 orfani da abbandono. Di che si tratta?
In occasione di un viaggio turistico in Kenia, durante le escursioni e visite caratterizzate da una natura di straordinaria bellezza, non siamo riusciti a rimanere indifferenti alle disastrose condizioni di sopravvivenza dei bambini Kenioti. Era il 2009, anno in cui viene costituita l’Associazione di cui sono tuttora il presidente, e molte opere sono state rea­lizzate con esito positivo superando barriere e diffi­coltà enormi, allo scopo di migliorare le condizioni di vita dei bambini ospiti. Per chi volesse approfon­dire rimando alla visita sul sito: DrittoalcuoreOn­lus@altervista.org.
Solidarietà e volontariato sono parte integrante del tuo percorso umano e artistico, vero?
Sì. Dal 2011, il nostro sostegno si è esteso a quel­le realtà come le case famiglia, strutture private o scuole in aree depresse, presenti sul nostro terri­torio, in cui i bambini sono costretti a vivere un’in­fanzia privata di spensieratezza, e non solo. Anche in questi casi, è possibile per noi educatori sensibi­lizzare i bambini alla consapevolezza delle proprie risorse e al valore che esse acquisiscono quando sono di aiuto e utilità per l’altro. In tal senso, una testimonianza di matrice sorrentina, è rappresen­tata dai laboratori natalizi creativi, in cui i bambini della scuola d’infanzia e primaria dell’ICS “Torqua­to Tasso” sono stati da me guidati alla realizzazione di elaborati da indirizzare ai bambini terremotati di Amatrice, e in collaborazione con Toni Wolfe, e Carla Agrillo, ideatrice del Progetto di solidarietà con la città. Il gemellaggio solidale venutosi ad in­staurare con i bambini di Amatrice ha significato per i bimbi sorrentini fare esperienza di solidarietà attingendo esclusivamente dal proprio potenziale creativo.