Domenica 09 Agosto 2020, 11:15

Il prelievo del sangue va fatto sempre a digiuno?

Autore: a cura di Erminio Ricciardi | Pubblicato Luglio 2020 in Cultura

E’ possibile monitorare le condizioni di salute di una persona con dei semplici test di laboratorio eseguiti su campioni di ematici del paziente stesso. A chi non è capitato di sottoporsi ad un prelievo di sangue? Prima o poi tutti hanno si sono trovati in una situazione simile.
Come è opportuno prepararsi per questo tipo di accertamento? Cosa fare e cosa non fare prima di un prelievo ematico?
Innanzitutto va chiarito quanto sia importante sottoporti ad una valutazione del proprio stato di salute con cadenza regolare. Mediante un semplice test di laboratorio il medico sarà sempre informato sullo stato di salute del proprio paziente e potrà verificarne le condizioni cliniche riguardo ad eventuali malattie metaboliche come il diabete, richiedendo il dosaggio della glicemia, oppure infettive come nel caso dell’AIDS con il test HIV. Chi corre il rischio di contrarre una malattia cardiovascolare potrà tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue, mentre chi segue una determinata terapia farmacologica può valutare l’azione del medicinale nell’organismo attraverso il dosaggio del farmaco stesso.
Precauzioni da prendere prima di un esame del sangue
Per assicurarsi che i risultati siano accurati, la maggior parte dei test ematici richiede il digiuno prima del test. Perché? In quanto il risultato di parecchi test può essere influenzato da un pasto recente e anche per permettere al laboratorio di analizzare un campione di siero di buona qualità, senza troppe sostanze (come i lipidi) che potrebbero interferire con la lettura strumentale.
La raccomandazione è quella di restare a digiuno nelle 8-12 ore precedenti l’esame del sangue. Vengono considerati alimenti anche il caffè, il tè e il succo di frutta, specialmente se dolcificati, ma si può tranquillamente bere acqua naturale, se non influenza gli esiti degli esami. Per quanto riguarda i farmaci, se non sono indispensabili o salvavita, è meglio assumerli dopo il prelievo. Sarebbe meglio segnalare sempre al laboratorio l’assunzione di medicinali, a partire dagli antibiotici.
Anche il fumo va evitato prima dell’accertamento, così come un’intensa attività fisica che potrebbe influenzare i dosaggi di alcuni enzimi come CPK ed LDH. Per questo il giorno prima dell’accertamento è meglio evitare di giocare a calcio o di sottoporsi ad un’intensa sessione di allenamento, ed eventualmente riferire al medico che dovrà interpretare i risultati il tipo di sport praticato.
Il giorno del test, la cosa migliore sarebbe di calmarsi e rilassarsi per almeno 10-15 minuti prima del prelievo perché lo stress aumenta il livello di ormoni come cortisolo e prolattina nel sangue.
Gli esami per valutare i valori ematici non dovrebbero essere eseguiti dopo delle 10 del mattino perché i livelli di sideremia e ormoni seguono un ritmo circadiano e potrebbero variare in diversi momenti della giornata, quindi è bene eseguirli tra le 7 e le 10 del mattino.
Per quanto riguarda le donne, è opportuno tenere in considerazione anche i fattori legati al ciclo mestruale. Pertanto, è necessario indicare la fase del ciclo e ascoltare le raccomandazioni del medico per conoscere in quale giorno del ciclo eseguire i test.
Quando viene prescritto anche l’esame delle urine
E’ necessario farsi spiegare bene dal medico il tipo di raccolta da eseguire, il contenitore da utilizzare e la modalità di conservazione del campione prima della consegna.